Dopo l'omicidio Mansouri
Rogoredo, niente sconti da Piantedosi: gli agenti che erano con Cinturrino assegnati ad altri incarichi
Sia il ministro Piantedosi che il capo della polizia hanno sempre detto che nelle forze dell'ordine non c'è posto per le mele marce
I quattro poliziotti indagati per omissione di soccorso e favoreggiamento in relazione ai fatti di Rogoredo sono stati assegnati ad altri incarichi non operativi al di fuori del commissariato di Mecenate dove prestavano servizio, su disposizione del questore di Milano, Bruno Megale.
La decisione del Questore
I quattro agenti trasferiti dal commissariato Mecenate sono quelli che il pomeriggio del 26 gennaio erano impegnati in un controllo anti-droga nel boschetto di Rogoredo, insieme all’assistente capo Carmelo Cinturrino, da lunedì in carcere accusato dell’omicidio volontario di Abdherraim Mansouri. I quattro, indagati dal pm Giovanni Tarzia per favoreggiamento e omissione di soccorso, sono stati assegnati in uffici non operativi della Questura di Milano. Sulla loro destinazione vige il massimo riserbo, quello che è certo è che non presteranno più servizio al commissariato Mecenate.
Possibili altri trasferimenti
Ed è possibile che a questi quattro trasferimenti ne seguiranno altri, con il prosieguo delle indagini, che mirano a far luce non solo sull’omicidio di Mansouri e sul successivo tentativo di messinscena, ma in generale sulla condotta di Cinturrino, in forze al commissariato Mecenate dal 2010. Com’è possibile che un assistente capo si muovesse con tanta libertà, senza rendere conto dei suoi spostamenti ai superiori? Eppure di dirigenti in questi 26 anni al commissariato, guidato da un anno e mezzo da Osvaldo Rocchi, se ne sono succeduti moltissimi. Al di là della vicenda giudiziaria, l’intenzione del capo della polizia Vittorio Pisani è arrivare alla sua destituzione, senza attendere il rinvio a giudizio. I tempi del procedimento disciplinare, però, non sono immediati: il questore di Milano deve dare l’incarico a un funzionario, che avrà il compito di istruire la relazione sull’accaduto e contestare – con tutte le garanzie procedurali del caso – eventuali addebiti a Cinturrino.
Nessuna indulgenza verso le mele marce
Ferma restando la presunzione di innocenza dei quattro poliziotti indagati, il trasferimento prudenziale è stata un’iniziativa opportuna. Sia il ministro Piantedosi che il capo della polizia hanno sempre detto che nelle forze dell’ordine non c’è posto per le mele marce.