Calcio e polemiche
Roberto Saviano lancia insinuazioni e veleni contro l’Inter e si becca un querelone. Marotta: “Non so chi sia”
“Le dichiarazioni di Roberto Saviano? C’è dispiacere come uomo, io non so neanche chi sia, non mi conosce, non so bene che ruolo abbia. Non voglio dargli importanza. Ha fatto dichiarazioni che saranno prese in considerazioni da parte degli avvocati”, ha annunciato, con calma solo apparente, il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta, in conferenza stampa prima dell’assemblea della Lega Serie A, rispondendo agli attacchi dello scrittore napoletano dopo Inter-Juventus. Saviano, in un post social, aveva accusato direttamente Marotta, parlando tra l’altro di “campionati falsati” ma anche citando infiltrazioni ‘ndrangheta in Curva Nord e definendo ogni vittoria Inter “con un’ombra”. «Finché quest’uomo avrà un ruolo nel calcio italiano, tutti avranno la sensazione che i campionati siano falsati», si legge nel post dello scrittore scritto subito dopo il derby d’Italia – vinto dall’Inter per 3-2 con un gol all’ultimo minuto – dopo un clamoroso errore arbitrale ai danni della Juventus. «La rabbia di Chiellini, ieri sera, sembra la rabbia di chi sa come funzionano le cose con Marotta. Il campionato italiano oggi è falsato, e se pure l’Inter lo vincesse non varrebbe nulla». Lo scrittore cita le indagini della procura di Milano sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nella curva nord e il recente episodio del petardo lanciato contro Audero durante Cremonese-Inter. «Qui non si parla di Inter contro altri. Non è una questione di colori. Il problema non è il calcio, il calcio è la manifestazione del problema. Nel calcio italiano, le condizioni normali sembrano l’eccezione. E finché sarà così, ogni vittoria sarà accompagnata da un’ombra».
Saviano rischia la querela, Marotta difende Bastoni
Marotta ha replicato anche a Chiellini. “Ho salutato Chiellini? Beh, salutare è il minimo. E’ stato un mio giocatore, è un dirigente giovane, inesperto, non mi permetto di dargli consigli. Ci siamo confrontati, sono dinamiche di spogliatoio, non sta a me commentare quello che è successo e fare un’analisi”. E la slealtà del difensore dell’Inter Alessandro Bastoni, che aveva simulato un fallo da parte di Kalulu? “La nostra posizione è semplicissima, abbiamo notato che c’è stata una presa di posizione mediatica smisurata rispetto a quanto accaduto. Lo stesso giocatore e’ stato oggetto di una gogna mediatica che va al di la’ di quanto successo”.
“Se parliamo di simulazioni, se ne parla da cinquant’anni: è un fatto ordinario, non straordinario, sicuramente deprecabile perché probabilmente è stato esagerato, legato a fattori concomitanti come il braccio di Kalulu e il fischio immediato da parte dell’arbitro – spiega il numero uno del club nerazzurro – Tutto questo ha portato a una decisione sbagliata, ma l’anno scorso abbiamo perso lo scudetto per un punto e c’e’ stato un errore riconosciuto in Inter-Roma a posteriori, un clamoroso calcio di rigore a nostro favore, che avrebbe potuto determinare l’esito finale del campionato, noi ci siamo attenuti alle decisioni. E‘ il mio pensiero, e sono qui a dire che Bastoni ha fatto un gesto non consono ai principi di lealtà, ma va giustificato. La repressione non fa parte del mio bagaglio, si può prevenire”, conclude Marotta.