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Da Genova a Pioltello la scuola si declina al Ramadan

Integrazione o abdicazione?

Rieccoci, a Genova e Pioltello la scuola s’inchina al Ramadan: niente interrogazioni a chi digiuna e vacanze (per tutti). Ira di prof e famiglie

Politica - di Chiara Volpi - 19 Febbraio 2026 alle 10:19

Più che un processo di integrazione quello in corso nelle nostre città, e nelle nostre scuole, sembra sempre di più una graduale progressione all’abdicazione. Il bollettino che arriva dagli istituti scolastici del Bel Paese – dalle materne alle superiori, indifferentemente – descrive un’Italia in cui il buonsenso pare destinato all’esilio e l’identità nazionale sembra ciclicamente calpestata in nome di un multiculturalismo a senso unico. L’ennesima, e solo l’ultima (per il momento?) testimonianza arriva da due casi emblematici che, da Genova a Pioltello, mettono in scena lo stesso copione: quello di una scuola pubblica che si genuflette al Ramadan, trasformando i nostri istituti in avamposti del relativismo culturale. E allora vediamo cosa succede.

La scuola s’inchina al Ramadan: due casi a Genova e Pioltello

Il caso scoppiato all’istituto Vittorio Emanuele II-Ruffini di Genova ha dell’incredibile. Una circolare della preside “consiglia” ai docenti di allentare la pressione: niente interrogazioni e niente attività fisica per chi segue il digiuno islamico. La vicenda, che Il Giornale segnala in un esaustivo servizio, sostanzialmente il suggerimento della dirigente «consiglia agli insegnanti di ridurre le interrogazioni e l’attività fisica nel periodo del Ramadan, in cui chi pratica la religione musulmana digiuna dall’alba al tramonto».

Genova, niente lezioni o interrogazioni per chi digiuna: la circolare della preside

Una “premura”, e una scelta procedurale, che diversi docenti hanno contestato, inviando una segnalazione all’Ufficio scolastico regionale, e facendo deflagrare un caso scoppiato a livello politico. E tradotto in due interrogazioni portate in consiglio comunale. Una della Lega che recita: «Gli insegnanti sono rimasti perplessi da queste indicazioni; si rischia una seria discriminazione tra gli studenti, il Comune si è interessato della vicenda?». L’altra a firma del Pd che contro-replica: «È didattica, è pedagogia. Quella è una scuola con una percentuale evidente di studenti di fede musulmana».

E a Pioltello cancelli chiusi e vacanze per osservare (tutti) il Ramadan

Siamo alla follia pedagogica allora… Invece di stimolare l’inserimento attraverso il rispetto delle regole comuni, si creano corsie preferenziali su base religiosa. Si discrimina chi, laico o cristiano, deve continuare a studiare e correre. Mentre per gli altri scatta la “licenza di non fare”. Ma davvero è questa la scuola che prepara al futuro? Un luogo dove istruzione e merito si fermano davanti al calendario lunare?

E non è finita qui. Perché a Pioltello, nell’ormai celebre istituto “Iqbal Masih” (una scuola elementare e media), la musica non cambia. Per il terzo anno consecutivo, i cancelli resteranno sbarrati il 20 marzo per la fine del Ramadan. E poco importa se un sondaggio interno – di cui dà conto Libero in edicola – riveli che il Natale resta la festa più amata (45,7%), e che i musulmani non siano affatto la maggioranza assoluta. Si chiude per “rispetto”, dicono.

La resa culturale è servita…

In realtà, si chiude per ideologia. In ossequio al principio ribaltato di un’integrazione al contrario: quella secondo cui una maggioranza degli studenti deve incassare i tempi e i riti di una minoranza. Con buona pace delle famiglie italiane costrette a fare i salti mortali per gestire i figli a casa per osservare una festività che non appartiene alla nostra storia e alla nostra cultura. Ma con tanto di placet della sinistra, sempre pronta a gridare allo scandalo per un crocifisso appeso o per un presepe troppo “esplicito” in nome della laicità, ma che oggi tace o approva una laicità a intermittenza che serve solo a cancellare le nostre radici, per far spazio a quelle altrui. Ma accogliere non significa abdicare ai sudditi del politicamente corretto…

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di Chiara Volpi - 19 Febbraio 2026