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Referendum: contro le fake news ecco la guida del Comitato “Sì riforma”

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Referendum: contro le fake news ecco la guida del Comitato “Sì riforma”

Il fronte che sostiene la riforma della giustizia mette in guardia i cittadini sulle notizie false diffuse nelle ultime settimane e prova a contribuire raccontando i contenuti della legge su cui gli italiani si esprimeranno il 22 e 23 marzo

Politica - di Eva De Alessandri - 13 Febbraio 2026 alle 13:09

Dai manifesti 6×3 dell’Associazione nazionale magistrati, finiti addirittura al centro di una contesa legale, alla grafica del Pd che senza autorizzazione ha usato le immagini degli azzurri del curling per sostenere il no al referendum e che gli atleti hanno diffidato dal diffondere: sono tante le bufale e le fake news che stanno girando in questa campagna referendaria sulla riforma della giustizia e che vedono sempre più al centro di polemiche i sostenitori del no.
Fake news che colpiscono nel metodo di diffusione, che passa per i manifesti tradizionali, arriva sui social e si articola nei salotti televisivi e nei comizi in piazza ma soprattutto notizie che non corrispondono al merito della legge sulla quale gli italiani saranno chiamati ad esprimersi il prossimo 22 e 23 marzo. Così per provare a fare chiarezza e a fronteggiare l’ondata di informazioni fuorvianti, il Comitato Sì riforma ha da qualche giorno realizzato una vera e propria guida contro le fake news emerse in questa campagna referendaria.

Brochure sulle false affermazioni

Una brochure di due pagine che parte da alcune accuse e allarmi ricorrenti che il fronte del no ha messo in campo sull’effetto della riforma Nordio. Prima affermazione: “La separazione delle carriere è un pericolo per la democrazia”. Prima risposta del Comitato Sì riforma: “FALSO. In diversi Paesi europei – come Germania, Spagna e Portogallo – le carriere tra giudici e pubblici ministeri sono già separate, senza che vi siano mai stati dubbi sulla democraticità di quegli ordinamenti”.
Altro assunto dei sostenitori del no: “Con la separazione i PM saranno subordinati all’esecutivo e i giudici perderanno la propria indipendenza”. La risposta: “FALSO. I pubblici ministeri continueranno ad essere autonomi e indipendenti, come prevede la nostra Costituzione. La riforma non subordina il PM al potere esecutivo e non tocca l’indipendenza dei giudici”.

E ancora: “Questa riforma mette a rischio l’equilibrio dei poteri voluto Costituzione”. Risposta: “FALSO. La riforma non compromette l’equilibrio dei poteri, ma dà piena attuazione all’articolo 111 della Costituzione, che riguarda il giusto processo e la terzietà del giudice. Inoltre, resta valido l’articolo 104, nella parte in cui recita che la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”.
E poi: “Il CSM è un organo istituzionale, i componenti non possono essere sorte iati a caso”. Il comitato risponde: “FALSO. Il CSM è un organo di amministrazione e di garanzia, non una terza Camera. Il sorte io non lascerà tutto al caso: avverrà per un terzo utilizzando un elenco di avvocati e professori, compilato dal Parlamento in seduta comune, e per i due terzi da un elenco di magistrati, la cui competenza e rettitudine saranno garantite dalla legge di attuazione.
E ancora: “Tutti i giuristi sono contrari”. E anche qui “FALSO. L’ANM e alcuni giuristi sono contrari. Tanti magistrati e giuristi sostengono la riforma, convinti che essa migliorerà la
qualità della giustizia”.

I principi fondanti della legge

Nella seconda parte della brochure i promotori del sì alla riforma spiegano i principi alla base della legge, ricordando che “La riforma della giustizia ha l’obiettivo di cambiare radicalmente il nostro sistema giudiziario, per renderlo imparziale e libero da ogni tipo di condizionamenti. “È una riforma di portata storica, attesa da mezzo secolo e si articola in tre punti – si legge – Anzitutto separa le carriere dei magistrati: i giudici e i pubblici ministeri avranno dei percorsi professionali distinti fin dall’inizio, con concorsi separati”.
“La riforma interviene poi anche sul Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), organo da cui dipende la carriera dei magistrati: quest’organo da tempo risponde alla logica delle “correnti”, una sorta di partiti interni alla magistratura, in realtà divenuti centri di potere per la gestione delle nomine. Come effetto coerente della separazione delle carriere, saranno formati due CSM, uno per i giudici e un altro per i pubblici ministeri, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica. Il peso delle correnti viene affievolito col sorte io, invece della elezione, per stabilire chi ne farà parte. La riforma istituisce infine un’Alta Corte disciplinare, che, invece del CSM – come avviene adesso – valuterà le eventuali scorrettezze disciplinari dei magistrati: sul suo funzionamento non incideranno le correnti, ma avrà una composizione tale da garantire l’imparzialità di giudizio, in linea col principio che chi sbaglia paga, anche se è magistrato” continua la descrizione.

Perchè votare sì

Infine la terza parte del documento è dedicata ai motivi per sostenere la riforma, in sintesi. Tra i principali ci sono “Un giudice davvero terzo ed imparziale” E ancora: “Una giustizia più vicina al cittadino”, “Magistrati più responsabili”, “Stop al sistema delle correnti” e “Un sistema all’altezza delle democrazie moderne”.

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di Eva De Alessandri - 13 Febbraio 2026