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“Radix” fa il bis, viaggio da Trieste a Casale Monferrato ricordando le foibe, Giampaolo Pansa e i figli illustri d’Italia

Ci guida Edoardo Sylos Labini

“Radix” fa il bis, viaggio da Trieste a Casale Monferrato ricordando le foibe, Giampaolo Pansa e i figli illustri d’Italia

Cronaca - di Federica Argento - 12 Febbraio 2026 alle 10:35

Domani “Radix” raddoppia: nella settima puntata in onda venerdì 13 febbraio in seconda serata su Rai 3,  Edoardo Sylos Labini ci guida in due luoghi identitari:  Trieste, città di confine che custodisce con fierezza un’identità complessa e affascinante. Forgiata nel corso dei secoli da incontri, scambi e contaminazioni. L’influenza mitteleuropea, l’eredità asburgica, la vivacità letteraria e scientifica si intrecciano con la presenza di comunità diverse, rendendo Trieste un luogo unico per apertura e profondità storica. Trieste è il luogo che custodisce il dramma delle foibe: tragedia di tutti gli italiani. Insieme all’inviato di guerra Fausto Biloslavo, Sylos Labini ricorderà le atrocità commesse dai partigiani del maresciallo Tio e e andrà alla scoperta dei  personaggi identitari della città.

A Trieste con “Radix” di Sylos Labini su Rai3, venerdì

Come Guglielmo Oberdan, il patriota irredentista che nacque a Trieste nel 1858 quando era ancora dominio degli Asburgo. All’alba del 20 dicembre 1882 venne impiccato, le sue ultime parole furono: “Viva l’Italia, viva Trieste libera, fuori lo straniero!”. E poi Italo Svevo, all’anagrafe Ettore Schmitz, uno dei giganti della letteratura italiana. Lo scrittore che ha creato l’anti-eroe per eccellenza, concentrandosi sull’inettitudine e sull’incapacità di agire. Lo scrittore sarà raccontato dal direttore del Museo Sveviano, Riccardo Cepach.

Svevo, Oberdan e il dramma delle foibe con Biloslavo

Infine, Leonor Fini, artista di fama internazionale, pittrice nata a Buenos Aires ma cresciuta a Trieste. Nella città di inizio Novecento, con la sua atmosfera mitteleuropea, i suoi caffè letterari, i suoi scrittori e poeti, Leonor sviluppò il suo stile originalissimo. Non solo cultura e letteratura, ma anche sport e imprenditoria: incontro con Giovanna Micòl, velista olimpionica e architetto. E alla fine della puntata Riccardo Illy, l’imprenditore che ha trasformato un’impresa locale in un brand internazionale e che è stato anche sindaco della città.

“Radix”, seconda tappa a Casale Monferrato

Lasciata la fascinosa Trieste eccoci trasportati a Casale Monferrato. Capitale storica del Monferrato, territorio conteso per secoli e culla del Risorgimento. Non tutti sanno che la città custodisce un patrimonio architettonico e culturale di rilievo: che attraversa Piazza Mazzini, il Teatro Municipale, la Cattedrale e il Museo Civico. Sylos Labini la racconterà con l’aiuto di Federico Riboldi già sindaco della città. Un comune che ha dato i natali a figure decisive: come Giovanni Lanza, il “grande Scontroso”, Presidente del Consiglio che il 20 settembre 1870 ordinò la presa di Roma, completando l’unità d’Italia. Un uomo schivo, capace però di cambiare il destino di Casale. Debellò la malaria avviando quello sviluppo agricolo che ha portato i paesaggi vitivinicoli del Monferrato a diventare patrimonio Unesco. Come ci ricorda l’agronomo Andrea Desana.

Figli illustri d’Italia

Un altro suo figlio illustre di Casale Monferrato è Natale Palli, il giovane aviatore che nel 1918 guidò l’aereo di d’Annunzio nel leggendario volo su Vienna: un gesto audace e teatrale, seguito da un destino tragico quando, a soli 24 anni, trovò la morte sul Monte Bianco. Casale è anche città dello sport grazie ad una  campionessa nata e cresciuta qui, Valentina Margaglio che in questi alle Olimpiadi di Milano Cortina gareggia per conquistare l’oro nello skeleton.

Ricordando Giampaolo Pansa, il gironalista casalese del “Sangue dei vinti”

A concludere il viaggio, l’incontro in studio con Giordano Bruno Guerri, Presidente del Vittoriale degli Italiani, importante biografo del ‘900, che racconta il legame tra d’Annunzio e Casale, e  la figura di Giampaolo Pansa: il grande giornalista casalese che ebbe il coraggio di riaprire il dibattito sulla memoria della Resistenza raccontando con Il Sangue dei vinti i massacri perpetrati dai partigiani alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Puntata imperdibile.

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di Federica Argento - 12 Febbraio 2026