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Piantedosi: “Terrorismo urbano di stampo eversivo. Fermo preventivo per i violenti”

Domani l'informativa

Piantedosi: “Terrorismo urbano di stampo eversivo. Fermo preventivo per i violenti”

Il ministro dell'Interno annuncia la volontà di introdurre una norma già presente in altri ordinamenti per bloccare i facinorosi. E attacca: uscire dall'ipocrisia sulla netta differenza tra delinquenti e 'manifestanti pacifici': a Torino li hanno aiutati

Politica - di Eva De Alessandri - 2 Febbraio 2026 alle 09:59

Alla vigilia dell’informativa al Parlamento sulle violenze compiute a Torino dai manifestanti scesi in piazza per il difendere il centro ‘sociale’ Askatasuna, il ministro Matteo Piantedosi parla alla Stampa e al Messaggero. Due interviste per un medesimo concetto: Siamo di fronte a un terrorismo urbano di stampo eversivo che è alla ricerca di ogni pretesto per perseguire l’obiettivo dell’insurrezione, con i violenti aiutati dai cosiddetti ‘pacifici’.

Fermo preventivo di 12 ore

E appare quanto mai necessaria una legge sul fermo preventivo di 12 ore per persone pericolose, perché così “il filtro preventivo avrebbe potuto essere rafforzato da una misura che abbiamo previsto tra le norme da approvare” e che “è rivolta proprio a bloccare preventivamente soggetti di cui già si conoscono intenzioni e attitudini”. Norma che potrebbe essere inserita già nel prossimo decreto sicurezza al vaglio dell‘Esecutivo e sul quale oggi si inizierà a discutere ha sottolineato che “Queste valutazioni conseguiranno al confronto che continueremo con i colleghi di governo“. Il ministro dell’Interno ha spiegato che qualcosa di simile alla “norma che vogliamo introdurre esiste già in altri ordinamenti europei senza che nessuno gridi all’attentato alla democrazia” .

Non si gridi alla compressione del diritto di manifestare

 

Il capo del Viminale spiega che “Avremmo l’ennesima contraddizione se domani dovessimo proporla e registrare i soliti allarmi di chi dice di temere la compressione del diritto di manifestare. Le scene viste sabato richiamano l’attenzione sulla necessità di depotenziare questi gruppi organizzati di facinorosi prima ancora che possano mettersi all’opera: e questo anche per evitare di demandare esclusivamente alle forze di polizia questo compito nei momenti in cui farlo mette a repentaglio la stessa incolumità dei poliziotti”.

Manifestanti “pacifici” hanno fatto da scudo umano per proteggere i violenti

Poi la presa d’atto, che in molti continuano a non voler vedere o far vedere, da sinistra: “È bene uscire dall’ipocrisia di una netta differenza tra questi delinquenti e la gran parte dei cosiddetti manifestanti pacifici: le forze di polizia riferiscono che a Torino, nel momento in cui la manifestazione è stata predisposta alle violenze, molti dei cosiddetti manifestanti pacifici hanno fatto scudo fisico, anche aprendo gli ombrelli, per impedire che potessero essere visti i gruppi più violenti nel momento in cui si travisavano e si attrezzavano per l’assalto e per resistere ai lacrimogeni della polizia. Lo stesso corteo ha avuto una progressione caratterizzata da una velocità che oggi, alla luce dei fatti accaduti, sembra poter fare ipotizzare un intendimento di dare copertura e di portare al più presto la manifestazione verso il principale obiettivo che era quello degli scontri”.

Rozzi delinquenti che scendono in piazza per fare violenza

Infine uno sguardo al passato, quando negli scontri del ’68 Pierpaolo Pasolini si schierò con i poliziotti. Piantedosi ha commentato: ”Le parole di Pasolini furono molto acute nel cogliere le contraddizioni dei movimenti giovanili di quegli anni e sono tuttora attuali e molto utili. Aggiungerei una amara constatazione. In quegli anni la contestazione, se non altro, diceva di nutrirsi di una qualche analisi critica della società. Quelli di oggi sono rozzi delinquenti che scendono in piazza per praticare una violenza fine a se stessa senza nemmeno una plausibile rivendicazione politica, culturale e sociale“, ha concluso il ministro.

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di Eva De Alessandri - 2 Febbraio 2026