Riguarda 400mila dipendenti
Per gli impiegati comunali in arrivo 140 euro in più in busta paga: chiuso il contratto. Ma la Cgil si tira fuori
L'accordo prevede anche la possibilità di distribuire le 36 ore lavorative su quattro giorni: la settimana corta. Zangrillo: «Avanti con l'obiettivo di ridurre il divario con le retribuzioni delle funzioni centrali e riconoscere nei fatti il ruolo strategico di chi opera ogni giorno sul territorio a contatto con i cittadini»
Prosegue l’impegno del governo per il rinnovo dei contratti nazionali rimasti bloccati per troppo tempo negli scorsi anni. Oggi è stata la volta di impiegati e dirigenti del comparto Funzioni locali, che riguarda oltre 400mila lavoratori degli enti locali. Il rinnovo garantirà agli impiegati comunali e delle altre amministrazioni aumenti fino a 140 euro al mese per 13 mensilità, perseguendo l’obiettivo di «ridurre progressivamente il divario con le retribuzioni delle funzioni centrali, quindi agenzie e ministeri, portare innovazione e riconoscere, nei fatti, il ruolo strategico di chi opera ogni giorno sul territorio a contatto con i cittadini», come sottolineato dal ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo.
Un aumento da 140 euro in busta paga per 400mila impiegati comunali
La firma del contratto, avvenuta presso l’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, sblocca anche gli arretrati maturati fino al 28 febbraio 2026, che ammontano mediamente a 1.728 euro per ciascun dipendente, e introduce una maggiore flessibilità in termini di organizzazione del lavoro: le 36 ore settimanali potranno essere distribuite su quattro giorni in via sperimentale e su base volontaria. Il buono pasto viene riconosciuto anche in caso di lavoro agile ed è ampliato il sistema di tutele, con particolare riferimento alle terapie salvavita, al patrocinio legale in caso di aggressioni e agli strumenti di welfare integrativo. Per quanto riguarda gli incarichi di elevata qualificazione, aumenta il tetto della retribuzione di posizione da 18mila a 22mila euro.
La sperimentazione della settimana corta
Inoltre, poiché la sottoscrizione chiude il triennio 2022-2024, consente di «avviare tempestivamente la nuova tornata contrattuale 2025-2027, non appena i Comitati di settore trasmetteranno al ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, i relativi atti di indirizzo», ha spiegato il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, ringraziando «le organizzazioni sindacali per il confronto costruttivo che ha consentito di giungere alla sottoscrizione definitiva del contratto». Fra le quali, però, non si annovera la Cgil, che ancora una volta ha detto no agli aumenti.
Firmato anche il contratto dei dirigenti
Oltre al contratto per gli impiegati, è stato firmato anche quello per i dirigenti, che riguarda una platea di 13mila persone: 5.500 dirigenti degli enti territoriali, 5.200 dirigenti professionali, tecnici e amministrativi (Pta) e 2.300 segretari comunali e provinciali. In questo caso, gli aumenti medi mensili sono pari a 444 euro per tredici mensilità. «Il contratto rafforza la componente stabile della retribuzione e introduce innovazioni ordinamentali significative, valorizzando responsabilità, competenze e ruolo strategico dei dirigenti e dei segretari», ha commentato Naddeo.
Zangrillo: «Un segno tangibile dell’attenzione al parsonale»
«Gli aumenti medi previsti rappresentano un segnale tangibile di attenzione verso il personale, tanto della dirigenza quanto del comparto perché la qualità della Pubblica amministrazione passa dal riconoscimento di competenze e professionalità delle persone. Allo stesso tempo, c’è la volontà di imprimere subito un’accelerazione per quanto riguarda gli sviluppi futuri. Il prossimo step sarà infatti l’atto di indirizzo per il triennio 2025/27, per dare continuità e prospettiva a un processo di modernizzazione che considero prioritario», ha commentato Zangrillo.