Violenza politica
Omicidio Quentin, gli Usa di Trump intervengono: “L’estremismo di sinistra ha un ruolo nella sua morte”
L’omicidio di Quentin Deranque, ucciso di botte dagli antifascisti, ha attirato l’attenzione anche dell’amministrazione Trump. È stato il sottosegretario di Stato alla diplomazia, Sarah Rogers, a esprimere su X la preoccupazione e la condanna dei fatti da parte del governo americano: «Quando si decide di uccidere le persone per le loro opinioni invece di persuaderle, ci si mette al di fuori della civiltà». Poi ha aggiunto che gli Usa stanno seguendo da vicino questo caso. Nel post, Rogers ha anche pubblicato un messaggio dell’Ufficio per la lotta al terrorismo, che dipende dal dipartimento di Stato americano: «L‘estremismo violento di sinistra è in aumento e il suo ruolo nella morte di Quentin Deranque dimostra la minaccia che rappresenta per la sicurezza pubblica».
Che il radicalismo di sinistra sia un problema crescente, ormai è noto anche oltreoceano, viste e considerate le dinamiche della morte di Charlie Kirk. Sulle pallottole sparate contro l’attivista conservatore e fondatore di Turning Point c’erano scritte frasi come «Bella ciao», «Hey Fascista, beccati questo». Parole che fanno pensare a un tentativo di deumanizzazione della vittima, attraverso un assunto ideologico spaventoso.
Omicidio Quentin, gli Usa di Trump intervengono contro la violenza dell’estrema sinistra
L’omicidio di Quentin Deranque ha innescato la reazione sensibile del governo americano, che da settembre 2025 ha designato gli antifascisti come «organizzazione terroristica interna». All’epoca, la Casa Bianca era stata molto chiara sulle motivazioni della sua scelta: «Antifà è un’organizzazione militarista e anarchica che chiede esplicitamente il rovesciamento del governo, delle forze dell’ordine e del nostro sistema legale». Insomma, c’è un filo rosso di sangue e di odio politico che collega la morte di Quentin Deranque a quella di Charlie Kirk. E gli Usa l’hanno compreso perfettamente.