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Nel 2025 l’export italiano vola. Urso: “Mai così forti. Siamo 4° nel ranking mondiale”

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Nel 2025 l’export italiano vola. Urso: “Mai così forti. Siamo 4° nel ranking mondiale”

Esulta il Ministro delle Imprese per l'eclatante crescita delle esportazioni nel 2025 (+4,9). E sui dati che arrivano dal mercato Usa (+7,2%) dice: smentiti i profeti di sventura. Tajani soddisfatto, traccia la rotta: ora puntiamo a nuovi mercati emergenti

Politica - di Eva De Alessandri - 17 Febbraio 2026 alle 13:47

Export in crescita nel 2025, anche verso gli Stati Uniti: smentiti i profeti di sventura. L’Italia sale al 4° posto nel ranking mondiale. Un risultato storico. Mai così forte, mai così competitivi“. Esulta il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, dopo aver appreso i nuovi dati sulle esportazioni italiane. Perché secondo le rilevazioni del l’Istat continuano a crescere e a sorride all’Italia, registrando su base annua un eclatante +4,9% in termini monetari e del 3,6% in volume.

Crescita anche su base mensile: +0,3%

I dati diffusi segnalano un aumento congiunturale anche su base mensile, sia nelle esportazioni (+0,3%) sia delle importazioni (+0,1%). Su base annua invece la crescita tendenziale delle vendite in valore riguarda sia l’area Ue (+4,7%) che extra Ue (+5,1%). L’import registra una crescita tendenziale del 3,4% in valore – determinata dall’aumento delle importazioni dai paesi Ue (+7,1%) mentre si riducono quelle dai paesi extra Ue (-1,1%) – e del 7,7% in volume. Nel quarto trimestre 2025, rispetto al precedente, l’export si riduce dell’1,4%, l’import dello 0,2%.

Esportazioni verso gli Usa: +7,2%

L’Istat rileva che “La crescita dell’export in valore nel 2025 è stata trainata sia dall’aumento delle vendite dirette sui mercati Ue (+4,2%) – in particolare verso Spagna (+10,6%), Francia (+5,3%), Germania (+2,3%) e Polonia (+5,8%) – sia dalle maggiori vendite dirette verso alcuni principali paesi partner extra-Ue, fra cui Svizzera (+16,3%), Stati Uniti (+7,2%) e paesi OPEC (+11%). Secondo l’analisi dell’istituto si riduce l’export verso la Turchia (-23,1%), per il quale si era registrata una forte crescita nel 2024, e, in misura minore, verso la Cina (-6,6%).

Bene il metallo. Contributo positivo del farmaceutico, chimico e botanico

Dall’analisi per prodotto e Paese, emerge che le maggiori vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici verso Stati Uniti, Francia e Spagna forniscono un contributo positivo di 1,8 punti percentuali alla crescita nell’anno dell’export nazionale. Un ulteriore contributo positivo di 0,8 punti percentuali proviene dall’aumento delle vendite di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti verso la Svizzera.

Bene anche mezzi di trasporto esclusi autoveicoli

Al contrario, un contributo negativo di 0,6 punti percentuali deriva dalla riduzione delle vendite di articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici e altri prodotti n.c.a. verso la Turchia. Infine tra i settori che più contribuiscono alla crescita dell’export nazionale si segnalano metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+27,8%) e mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+25,2%). All’opposto, coke e prodotti petroliferi raffinati (-31,0%) fornisce il contributo negativo più ampio.

Tajani traccia la rotta: allargare seguendo il nostro piano nazionale

Anche il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha accolto con favore i dati dell’Istat, tracciando anche la mappa della futura azione che dovrà vedere impegnata l’Italia sul fronte export e commercio estero: “Gli ultimi dati Istat sulle esportazioni delle aziende italiane confermano un trend positivo frutto dell’impegno delle imprese e della loro capacità di internazionalizzarsi, ma anche del sostegno del Governo e delle agenzie del Sistema Italia. La strategia scelta permette di mantenere una ottima presenza sui mercati tradizionali, come quello americano, ma dobbiamo allargare l’export seguendo il nostro Piano Nazionale“.

Grande forum commerciale a Miami a Maggio

Tajani, in una nota diffusa dal ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, conferma che “nonostante le incertezze sui dazi, ci rafforziamo negli Stati Uniti con le esportazioni che crescono del +7,2%: in maggio organizzeremo anche un grande Forum commerciale, scientifico e tecnologico a Miami. Ma poi dovremo puntare sui mercati emergenti, come il Mercosur, l’America latina in generale, l’India e l’Oriente”.

Nuove possibilità grazie ad accordi Ue

Come ha chiarito ancora il ministro degli Esteri “Gli accordi appena firmati dall’Unione Europea ci apriranno nuove possibilità, e la Farnesina sta già indirizzando e sostenendo le aziende italiane verso questi nuovi orizzonti. Vogliamo rafforzare la collaborazione tra le imprese e le agenzie preposte all’export (Ice, Simest, Sace e Cdp); prepariamo una serie di eventi sui territori, al Sud, Centro e Nord Italia. Anche le piccole e le medie aziende italiane devono poter accedere ai mercati internazionali con l’appoggio dello Stato: le ambasciate d’Italia nel mondo sono sempre più uffici al servizio degli esportatori italiani”. Per Antonio Tajani “Un altro tema è quello delle materie critiche: dobbiamo assicurare forniture stabili e sicure al nostro sistema produttivo, questi materiali sono essenziali per lo sviluppo della nostra industria”.

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di Eva De Alessandri - 17 Febbraio 2026