La patria prima della parte
Né cedimenti né inciuci, Lollobrigida spiega cosa c’è dietro la candidatura di Maurizio Martina alla Fao: l’interesse nazionale
Il ministro dell'Agricoltura manda un messaggio a quanti, a destra e a sinistra, sono rimasti stupiti per la scelta del governo: «In un tempo di risse televisive, di aspri e inutili scontri, spero che questa scelta possa contribuire a farci sentire prima di tutto orgogliosi di essere italiani»
Una scelta che ha stupito molti, tanto a destra quanto a sinistra, ma che si riassume in poche parole: l’interesse nazionale viene prima di quello di parte. Il giorno dopo la candidatura da parte del governo dell’ex segretario Pd, Maurizio Martina, alla guida della Fao, è il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, a tornare su una decisione che risulta spiazzante solo se si cede, da un lato, alla tentazione della “campagna elettorale permanente” e si crede, dall’altro, alla narrazione avversa sull’esecutivo. E che, invece, se letta alla luce di quelle due parole, diventa «una scelta naturale».
Lollobrigida agli elettori di destra: «Siate orgogliosi, mettiamo al primo posto l’Italia»
In una lettera a sua firma sul Foglio, invece, Lollobrigida ha ricollocato il “caso” nella giusta prospettiva, rivolgendo un invito all’una e all’altra parte. «Molti nostri elettori – ha ammesso – si sono stupiti e forse arrabbiati perché abbiamo scelto uno dell’altra parte. Mi permetto di dire loro: siate orgogliosi se piuttosto che la nostra parte, o il partito, mettiamo al primo posto l’Italia. Molti a sinistra – ha rilevato – sono restati perplessi immaginando forse che dietro questa scelta si celi chissà quale accordo di palazzo. Mi permetto di dire loro: riflettete su questo modo di guardare le cose e se un giorno doveste tornare a governare provate anche voi a scegliere sempre quello che conviene alla Patria».
Il messaggio alla sinistra: «Riflettete su questo modo di guardare le cose»
«Moltissimi però hanno capito e apprezzato questa scelta e lavoreranno con noi per raggiungere il risultato. In un tempo di risse televisive, di aspri e inutili scontri, spero che questa scelta possa contribuire a farci sentire prima di tutto orgogliosi di essere italiani», ha aggiunto Lollobrigida, entrando poi nel merito delle ragioni della decisione di candidare Martina, attualmente vicedirettore generale della Fao, al ruolo di direttore generale.
Se il clima da campagna elettorale permanente fa dimenticare i fondamentali
«In Italia, in un clima da campagna elettorale permanente, sembra un’anomalia scegliere una persona competente a rappresentare la Nazione, la nostra Italia, in un ruolo prestigioso e importante come la direzione della Food and Agricoltural Organization. Io considero invece questa scelta, una scelta naturale», ha chiarito l’esponente di FdI.
«Maurizio – ha ricordato – è stato ministro dell’Agricoltura per 4 anni e ha esperienza e conoscenza di un settore strategico ed essenziale per assicurare la sicurezza alimentare. È stato vicedirettore aggiunto per tre anni in Fao e per altri tre vicedirettore vicario, ruolo al quale è stato sostenuto e candidato proprio dal nostro governo. Abbiamo collaborato durante questi tre anni su temi concreti senza pregiudizi di alcun tipo. In altre parole, Maurizio Martina è il candidato giusto a ricoprire quel ruolo».
L’Italia «merita questo ruolo di primo piano»
«Ci saranno probabilmente altri candidati europei con i quali ci dovremo confrontare, e lavoreremo per trovare l’unità sulla sua candidatura perché l’Europa a sua volta dovrà fare i conti con i candidati di altri continenti. Non c’è un direttore della Fao europeo da 50 anni e mai un italiano ha ottenuto questo ruolo in 80 anni di storia dell’organizzazione. L’Italia – ha rivendicato Lollobrigida – merita questo ruolo di primo piano per quello che può dare al mondo e per le capacità del candidato». Il resto è rumore di sottofondo.