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Crans Montana, la Procura di Roma dispone una maxi consulenza medico legale

Audizioni dei feriti

Crans Montana, la Procura di Roma dispone una maxi consulenza medico legale

Cronaca - di Sara De Vico - 16 Febbraio 2026 alle 14:33

Una maxi consulenza medico legale verrà disposta dai pm della procura di Roma in relazione alle vittime italiane della strage di Crans-Montana che ha provocato 41 morti (di cui 6 italiani). I magistrati di piazzale Clodio acquisiranno per intero la documentazione medica sugli italiani coinvolti nel rogo di capodanno. Che poi sarà affidata a consulenti per un lavoro ad ampio spettro.

Crans Montana, la Procura di Roma dispone una maxi consulenza medico-legale

Nel fascicolo aperto, coordinato dal procuratore Francesco Lo Voi, si procede per disastro colposo, omicidio plurimo colposo, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica. Intanto, a quanto si apprende, proseguono da parte della Squadra Mobile le audizioni dei feriti sopravvissuti alla strage. Nei giorni scorsi i pm capitolini, che giovedì prossimo incontreranno in Svizzera i magistrati vallesi per fare il punto sulle indagini, hanno disposto il sequestro probatorio dei cellulari di vittime e feriti italiani. Per verificare la presenza di immagini e video di quella tragica notte che possano fornire elementi utili a ricostruire la dinamica dei fatti e le responsabilità.

L’operaio dei lavori: non hanno voluto la schiuma ignifuga

Intanto un’altra tegola si abbatte su Jacques Moretti, proprietario e gestore del Constéllation. Nel 2015 si rifiutò di installare della schiuma ignifuga nel locale ’’per questioni di bilancio’’. Lo riporta Le Figaro confermando la notizia già diffusa sulla testimonianza choc dell’operaio incaricato dei lavori di ristrutturazione del locale. Si fa riferimento a una e-mail inviata alla polizia cantonale tre giorni dopo l’incendio, nella quale il professionista che ha fornito l’arredamento ha sottolineato che nel 2015 il bar “non avrebbe potuto rispettare gli standard di sicurezza antincendio”. L’uomo ha spiegato che durante i lavori ha riscontrato molte irregolarità in materia di sicurezza. Per l’avvocato che rappresenta alcune delle vittime si tratta di una testimonianza “cruciale”, che non è stata inserita nel fascicolo dai giudici vallesi. Ma che era nelle mani della polizia svizzera dal 3 gennaio, tre giorni dopo la tragedia.

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di Sara De Vico - 16 Febbraio 2026