In cima alla hit di "Forbes
Misterioso re dei software finanziari scavalca il patron della Nutella: ecco chi è l’uomo più ricco d’Italia che nessuno ha mai visto
Profilo basso, pochissime interviste e fotografie centellinate e nessuna uscita pubblica finita sui rotocalchi. Insomma, un identikit misterioso, per non dire enigmatico che sfata il mito procrastinato per decenni del “miliardario italiano” indissolubilmente legato a icone del Made in Italy appariscenti e che, proprio grazie alla scelta di un’angolazione sull’esposizione virata sulla riservatezza – in un mondo che, tra realtà e realtà social, imporrebbe esattamente il contrario – lo identifica come il nuovo uomo più ricco d’Italia.
È l’uomo più ricco d’Italia ma lo conoscono in pochi
La recente classifica in tempo reale di Forbes, infatti, ha sancito un sorpasso storico: con Andrea Pignataro incoronato uomo più ricco d’Italia, superando Giovanni Ferrero – che occupava il primo posto da oltre quattro anni – con un patrimonio stimato di 42,8 miliardi di dollari. La particolarità? A differenza dei suoi predecessori, Pignataro è una figura quasi invisibile. Un “fantasma” della finanza globale, che ha costruito un impero basato non su prodotti fisici. Ma su algoritmi e software. Eppure, sottolinea il sito del Tgcom24, «in pochi saprebbero dire di averlo sentito nominare o di avere visto il suo viso sui media».
Ha scalzato Giovanni Ferrero dalla vetta della classifica “Forbes”
Nato a Bologna nel 1970, Pignataro incarna il profilo del tecnico d’eccezione prestato alla finanza. Dopo una laurea in economia e un dottorato in matematica all’Imperial College, ha affinato le sue doti da Salomon Brothers a Wall Street. Nel 1999 ha fondato Ion Group, unamossa dettata da un’intuizione lungimirante: la convinzione che i mercati finanziari sarebbero diventati un ecosistema dominato dall’automazione.
Eppure è quasi sconosciuto al grande pubblico: low profile e grande concretezza negli affari
Ion Group, infatti, non è solo un’azienda di software. Ma, come scrive sempre il sito citato, «una scelta che racconta molto di un uomo che ha costruito tutto partendo da un’intuizione nata sui mercati dei titoli di Stato italiani: capire prima degli altri che la finanza sarebbe diventata sempre più dipendente dagli algoritmi e sempre meno dal tocco umano». Un’infrastruttura critica globale, i cui sistemi gestiscono i dati e le transazioni di banche centrali, governi e giganti come Microsoft e Amazon. Attraverso una strategia di acquisizioni aggressive (da Dealogic a Fidessa), Pignataro ha dunque creato un ecosistema valutato circa 30 miliardi di dollari, guadagnandosi il soprannome di “Bloomberg italiano”.
Ecco chi è l’uomo più ricco d’Italia
Se a tutto questo aggiungiamo che il successo di Pignataro si fonda (come anticipato) su un rigoroso basso profilo: pochissime immagini. Interviste rarissim. E una vita trascorsa a Saint Moritz, lontano dai salotti mondani. E che, nonostante la riservatezza, il suo legame con l’Italia è diventato operativo e concreto negli ultimi anni – con investimenti che superano i 5 miliardi di euro, e al netto del fatto che, tra gli obiettivi nel suo mirino figurano nomi di peso come Cerved, Cedacri e, più recentemente, Prelios – si intuisce che, comunque, il percorso del “Paperone bolognese” non sia stato privo di ostacoli.
Una strategia del silenzio e investimenti importanti
Recentemente ha chiuso una complessa vicenda fiscale con l’Agenzia delle Entrate, versando 280 milioni di euro per chiudere una disputa sulla reale sede dei suoi affari. L’indagine penale è stata archiviata a fine 2025, confermando la legittimità della sua residenza estera. Sul fronte industriale, invece, la sfida si è spostata ora sull’Intelligenza Artificiale. Sebbene alcuni analisti temano che l’IA possa rendere obsoleti i software finanziari tradizionali, Pignataro ha risposto con fermezza. E in un documento intitolato The Wrong Apocalypse, ha chiarito che il vero rischio non è tecnologico, ma strategico: l’IA è uno strumento potente. Ma non sostituirà i sistemi complessi e integrati che Ion ha costruito in vent’anni di egemonia.
L’uomo più ricco (e misterioso) d’Italia
Un primato e un’eccellenza, quelle di Pignataro, che oggi portano sotto i riflettori un nuovo paradigma di potere economico: globale, tecnologico e, soprattutto, profondamente silenzioso… (In alto una foto generata da Ia).