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Meloni: “La mafia si combatte con Istituzioni forti, credibili e unite”

40 anni fa il Maxiprocesso

Meloni: “La mafia si combatte con Istituzioni forti, credibili e unite”

La presidente del Consiglio, sui social, ricorda l'avvio a Palermo del più grande processo penale di sempre, contro Cosa Nostra condotto dal pool antimafia Falcone, Borsellino e Caponnetto

Politica - di Eva De Alessandri - 10 Febbraio 2026 alle 11:04

Quarant’anni fa iniziava il Maxiprocesso contro Cosa Nostra. In un’aula bunker con centinaia di imputati, divenuta un pilastro della storia perché ha mostrato che la mafia poteva essere combattuta con la forza della legge e della giustizia”.
Lo scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ricorda l’inizio del processo per crimini per mafia che prese il via proprio il 10 febbraio 1986 a Parlemo.

Passaggio decisivo nella lotta alla mafia

La premier ricorda che quello di Palermo “Fu un passaggio decisivo nella lotta alla mafia, costruito sul lavoro rigoroso di magistrati e Forze dell’ordine, sul coraggio e la determinazione di tanti servitori dello Stato, che agirono con discrezione e fermezza, rettitudine e tenacia. Di Antonino Caponnetto, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e di tutti coloro che hanno reso possibile quel processo, anche a costo di sacrificare la propria vita. Il loro lascito ci insegna che la mafia si combatte con istituzioni forti, credibili e unite”.

Maxiprocesso è un impegno sempre attuale

La lotta alla criminalità organizzata richiede – più di ogni altra cosa – uno Stato autorevole, coerente e presente, che non arretra. Ricordare il Maxiprocesso è più di un dovere della memoria: è un impegno sempre attuale a continuare a difendere la Legalità e perseguire la Giustizia, conclude Meloni.

Il processo penale più grande mai celebrato al mondo

Il “maxiprocesso” di Palermo, di cui ricorrono appunto i 40 anni, è ancora oggi tra i più grandi processi penali mai celebrati al mondo. Avviato dal pool antimafia di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Antonino Caponnetto, l’appellativo “Maxiprocesso” fu attribuito al tempo dai mass media, per sottolineare la portata del procedimento penale che coinvolgeva 475 imputati, successivamente scesi a460. Trai i capi di accusa attribuiti all’organizzazione criminale: omicidio, traffico di stupefacenti, estorsione, associazione mafiosa. A difenderli circa 200 avvocati. Le condanne dopo il primo grado di giudizio corrisposero a 2665 anni di reclusione tra ergastoli e pene detentive, quasi tutte confermate poi dalla Corte di Cassazione.

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di Eva De Alessandri - 10 Febbraio 2026