CERCA SUL SECOLO D'ITALIA

Mattarella ha difeso il Csm ma lo ha anche richiamato all’ordine. Perché non dargli regole di condotta?

CONTROPIEDE

Mattarella ha difeso il Csm ma lo ha anche richiamato all’ordine. Perché non dargli regole di condotta?

Politica - di Carmelo Briguglio - 19 Febbraio 2026 alle 15:51

Il Presidente fa il Presidente. Il richiamo a Nordio c’è, ma non risparmia il Consiglio superiore della magistratura. Perché chiedere rispetto ad altra istituzione su cui il Capo dello Stato non ha poteri sovraordinati, qual è il Governo o un suo membro qualificato, come il Guardasigilli, ha natura di moral suasion: energica, se si vuole, forse anche “giusta”. Ma niente di più. Non può essere null’altro. La separazione dei poteri vale pure per l’arbitro. Il Ministro, che non è un politico, ha risposto con un lessico ruvido agli attacchi, ben più ruvidi, che ha subìto in questi giorni. Avrebbe dovuto prima fare una distinzione tra l’organo-Csm e le correnti? È una sottigliezza gesuitica, che non si può chiedere a un liberale come Nordio, il quale nel ripetere un concetto usato da un celebre magistrato antimafia – schierato sul fronte del “No” – qual è Nino Di Matteo, si è illuso di potere passare indenne dalla “forza” e dalla forzatura delle sue dichiarazioni. Ma a Nordio non poteva risparmiarsi ciò che è stato risparmiato a Di Matteo quando quest’ultimo, il 15 settembre 2019, presentò la sua candidatura al Csm parlando di “criterio molto vicino alla mentalità e al metodo mafioso”. Certo, si può dire che le dichiarazioni del ministro della Giustizia hanno un peso diverso rispetto a quelle di un magistrato, pur tanto “mediatico”. Forse è vero, forse no. Nel 2019 al Quirinale sedeva lo stesso inquilino, ma oggi il clima è molto più surriscaldato. Nordio ha dimostrato senso dello Stato, rispondendo alla “censura”: “Mi adeguerò”. Però – questo è un dato trascurato – quanto Mattarella dice al Csm, che è “sotto” la sua presidenza, è un richiamo “disciplinare”: “In questa sede, che rimane e deve rimanere rigorosamente istituzionale ed estranea a temi o controversie di natura politica… avverto la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione al rispetto vicendevole”. Il Capo dello Stato ha difeso il Consiglio, ma lo ha pure richiamato all’ordine. E forse avrebbe potuto fare di più: fare approvare dal Csm le “regole” di condotta per i magistrati singoli e associati, così direttamente ed eccessivamente impegnati, in una campagna “politica”; il che è un inedito nella storia della Repubblica, che reca potenziali conflitti d’interesse. È stata persa un’occasione.

Non ci sono commenti, inizia una discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

di Carmelo Briguglio - 19 Febbraio 2026