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Ma quale canzone fascista a Chioggia, il ministero dell’Istruzione mette la parola fine alle polemiche esilaranti

Un'altra non notizia

Ma quale canzone fascista a Chioggia, il ministero dell’Istruzione mette la parola fine alle polemiche esilaranti

Politica - di Elsa Corsini - 14 Febbraio 2026 alle 19:49

Una non notizia, frutto del livore ideologico e dell’ignoranza della sinistra. Nessuna canzone neo-fascista à stata intonata dagli studenti di una scuola di Chioggia con la “complicità” delle insegnati nel corso della commemorazione del Giorno del Ricordo delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata. L’accusa esilarante, mossa dalla Cgil, diffusa con generosità dalla grande stampa ed enfatizzata sul web in un tam tam di post corredati dal video della rappresentazione, è stata smentita da un nota del Ministero dell’Istruzione e del merito.

Canzone neofascista a Chioggia, il ministero smentisce: non è vero

“Dopo attenta verifica con la dirigenza dell’istituto scolastico, il ministero dell’Istruzione e del Merito ha appurato che, contrariamente a quanto affermato da esponenti politici e da organi di stampa, nell’istituto comprensivo Sottomarina Nord di Chioggia, il 10 febbraio non si è cantata alcuna ‘canzone fascista’”. Così il comunicato che mette la parola fine alla vicenda. Strumentalizzata ad arte dagli onnipresenti revisionisti, ossessionati dal fantasma del fascismo. “Si apprende inoltre che la canzone cantata dagli studenti è stata scelta nell’esclusivo intendimento di commemorare il Giorno del Ricordo. Con l’occasione – conclude la nota – si ribadisce l’importanza di celebrare in tutte le scuole il 10 di febbraio il dramma vissuto dagli esuli giuliano-dalmati. Perché la loro tragedia diventi memoria collettiva”.

Di là dall’acqua: un racconto poetico della sofferenza e della nostalgia

Per la cronaca la canzone ‘incriminata’ dal titolo “Di là dall’acqua” (o canzone del Carnaro) della Compagnia dell’Anello, gruppo musicale della cosiddetta Musica alternativa, non un covo di pericolosi extraparlamentari neri, ripercorre le tracce dell’italianità del confine orientale. Un  racconto lirico e doloroso dell’esodo, dello sradicamento, della nostalgia e della sofferenza. Sarebbe bastato leggerne le strofe.

Speranzon: accuse strumentali, infondate e lesive

Immediato il commento di Raffaele Speranzon, vicecapogruppo di FdI al Senato. “Le accuse rivolte nei giorni scorsi agli studenti e agli insegnanti di Chioggia si sono rivelate per quello che erano: strumentali, infondate e gravemente lesive. La precisazione del Ministero dell’Istruzione, tanto ovvia quanto tardiva, certifica una verità che era evidente fin dall’inizio”.  Resta tuttavia un danno profondo, aggiunge il senatore, ” causato da una parte della sinistra politica e sindacale che, in nome di un pregiudizio ideologico, non ha esitato a colpire dei minorenni e il loro corpo docente. E ha  trasformato una ricorrenza civile in un’occasione di scontro e delegittimazione”.

La sinistra ha difficoltà a fare i conti con la storia

Un comportamento irresponsabile – aggiunge Speranzon – che rivela una persistente difficoltà nel fare i conti con la storia. “Dietro queste accuse non c’è solo superficialità, ma una volontà precisa. Sminuire, relativizzare o rimuovere la tragedia delle foibe. E l’esodo forzato di decine di migliaia di italiani, vittime della violenza comunista titina. Spogliati dei loro beni, cacciati dalle loro case e condannati all’oblio per decenni. Colpevoli di essere italiani. Lo stesso imbarazzo storico si manifesta oggi nel silenzio di tanti, troppi amministratori locali, tutti di area sinistra, che anche quest’anno hanno scelto di non commemorare il Giorno del Ricordo, mancando di rispetto non solo alle vittime e agli esuli, ma all’intera comunità nazionale”.

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di Elsa Corsini - 14 Febbraio 2026