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L’urlo della figlia di Enzo Tortora: “Non perdono e voto Sì: chi è per il No vuole solo combattere la Meloni”

Giustizia e referendum

L’urlo della figlia di Enzo Tortora: “Non perdono e voto Sì: chi è per il No vuole solo combattere la Meloni”

Politica - di Monica Pucci - 22 Febbraio 2026 alle 19:57

Gaia Tortora, giornalista de “La7” e figlia del conduttore Tv Enzo Tortora, vittima della più incredibile delle vicende di malagiustizia italiane, esprime il suo “Sì” al referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati contenuta nella riforma Nordio e su “La Verità”, oggi, in una lunga intervista, uscita in coincidenza con l’uscita della serie “Portobello” su Hbo, descrive il padre come un uomo per bene, amante della lettura e del giornalismo, che crebbe la famiglia in un clima normale e senza vippismo. Un uomo rovinato dalla giustizia.

Gaia Tortora ricorda l’arresto il giorno del suo esame di terza media: confusione in casa, illusione di un rapido chiarimento. Poi l’inizio della via crucis. Quale è stata la causa principale di ciò che è accaduto a tuo padre? “Ho 56 anni e ancora me lo chiedo. Pensa com’è difficile vivere con questo tarlo nella testa… Per sintesi lessicale, televisiva ed editoriale si parla di malagiustizia o di errore. Io ritengo ci sia stata in quella magistratura e in quell’informazione del dolo… Non verificando e non cercando i riscontri, automaticamente si gioca con la vita di una persona in maniera consapevole. Sai che quello che fai è sbagliato. Quando c’è dolo c’è responsabilità”.

Enzo Tortora, la malagiustizia e il voto della figlia Gaia

Poi il giudizio sui giudici. “Non mi piace generalizzare proprio perché credo nella giustizia, ma non voglio avere paura della giustizia. Non penso che tutti abbiano vizi come quelli che aveva chi ha gestito le indagini su mio padre”. Che cosa pensi del fatto che i magistrati che l’hanno condannato hanno fatto carriera? “Che è un’assoluta vergogna. E che nei curriculum dei magistrati, molti dei quali sono bravissimi, bisogna controllare quante inchieste hanno portato a buon fine e quante no… Sinceramente cos’hanno fatto o non fatto dopo non lo so e non mi interessa. Di certo, non li perdono…”.

E sul referendum? “Tanti magistrati che non appartengono alle correnti principali non toccano palla e così sono obbligati ad affiliarsi. Secondo me, questo non è un referendum contro, ma in favore della magistratura e di un suo corretto funzionamento… Rispetto tutte le opinioni e potrei fare altri nomi di persone di centrosinistra che trovano le ragioni del Sì negli opposti orientamenti di Grandi e Vassalli. Forse coloro che votano No lo fanno all’interno di una logica politica. Siccome al governo c’è una maggioranza di centrodestra, bisogna combattere questa coalizione con tutte le forze…”.

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di Monica Pucci - 22 Febbraio 2026