Un "giochetto" conosciuto
L’ultima «missione» di Macron: un’infiornata di burocrati per impedire a Marine Le Pen di governare
Il presidente francese accelera sulle nomine in ruoli chiave per garantirsi continuità nel caso di vittoria del Rassemblement National alle elezioni: un vecchio vizio di certa sinistra che punta ad aggirare le volontà popolare attraverso l'establishment
Emmanuel Macron sta procedendo a un’infornata di nomine per arginare gli effetti di una eventuale – e sempre più accreditata dai sondaggi – vittoria del Rassemblement National alle elezioni del 2027. A svelare come il presidente francese condivida il vizietto di certa sinistra di voler contrastare il voto popolare attraverso l’establishment è Politico.eu, che dedica al caso il proprio servizio di apertura.
La «missione» di Macron: un plotone di burocrati contro il voto popolare
«La missione di Macron: rendere la Francia a prova di Le Pen prima delle elezioni del 2027», il titolo dell’articolo che dà conto anche di come l’operazione non sia sfuggita al Rn, che la sta denunciando. Nell’articolo le nomine di Macron vengono definite «barriere protettive attorno a un potenziale presidente di estrema destra della Francia». Politico cita come fonti quattro funzionari e due ex funzionari, i quali hanno confermato l’accelerazione nelle «nomine di personale chiave» e nel posizionamento di fedelissimi di Macron «nelle posizioni di vertice per consolidare la sua influenza e impedire al Rassemblement National di attuare il suo programma populista».
Nell’infornata di nomine ambasciatori e vertici degli organi dello Stato
«Lui [Macron] è preoccupato per i pericoli che lo attendono e vuole consolidare la sua eredità», ha detto a Politico un ex diplomatico. Il ministero degli Esteri è uno degli snodi nevralgici interessati dalle nomine: la testata parla di «un rimpasto radicale che andrà oltre i tradizionali scambi estivi di inviati nelle ambasciate francesi» con «oltre 60 sedi distaccate» che «prevedono di ricevere nuovi ambasciatori nei prossimi mesi, tra cui Washington, Londra, Berlino e Kiev». «Tutto sarà sistemato prima delle elezioni presidenziali del maggio 2027», ha detto un ambasciatore francese.
Anche la Banca di Francia, il cui governatore si è dimesso qualche giorno fa, porterà il marchio di Macron con la nomina di un nuovo governatore che durerà in carica sei anni. Manovre in atto sarebbero in corso anche per i vertici delle forze armate, con la sostituzione del Capo di Stato Maggiore. Sul punto Politico ha sentito due alti ufficiali: «Uno di loro ha affermato che l’idea era di garantire che chiunque ricoprisse il ruolo avesse sufficiente esperienza da essere rispettato se avesse cercato di respingere le controverse proposte del Rassemblement National, tra cui l’abbandono del comando integrato della Nato».
La scusa di «proteggere le istituzioni» per continuare a esercitare il potere
Le nomine, si legge nell’articolo, «vanno ben oltre quelle di un leader in difficoltà che cerca di sigillare il suo posto nella storia, hanno affermato i funzionari che hanno parlato con Politico, a cui è stato concesso l’anonimato per parlare apertamente». «Sostengono che si tratti di un chiaro tentativo di proteggere le istituzioni francesi da possibili shock indotti dal Rassemblement National», vi si legge ancora, trovando di fatto la conferma che Macron vuole continuare a governare anche quando non potrà più farlo e impedire, di contro, di farlo a chi invece sarà scelto dai francesi.
Il costituzionalista francese, Benjamin Morel, ha spiegato che l’informata di nomine può rappresentare un ostacolo concreto per una eventuale presidenza della destra, rappresentando un limite al suo reale potere esecutivo anche nel caso non fosse garantita appieno l’eredità di Macron. Tra le nomine in vista c’è anche quella del nuovo capo del Consiglio di Stato e «il diritto amministrativo non è un gioco, si occupa di controversie in materia di immigrazione, ordine pubblico, polizia… tutti argomenti molto infiammabili», ha sottolineato Morel.
La denuncia di Bardella: «Vuole mettere sotto controllo le istituzioni»
«Il presidente Macron sta cercando di mettere sotto controllo le nostre istituzioni, sperando di mantenerne il controllo e di estendere la sua influenza», ha detto il presidente del Rn, Jordan Bardella, che potrebbe essere il candidato alla presidenza nel caso in cui dovesse essere respinto il ricorso di Marine Le Pen contro l’interdizione.