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Epstein Gates eugenetica

Lo scandalo

L’ossessione di Epstein per l’eugenetica e i silenzi dell’élite. Bill Gates si pente: “Sono stato sciocco“

Dai file desecretati del Dipartimento di Giustizia emerge un disegno eugenetico che intreccia sesso, scienza e potere. L’élite globale prende le distanze, ma le domande restano

Esteri - di Alice Carrazza - 5 Febbraio 2026 alle 11:08

Quando la realtà supera la distopia, il limite è ormai stato superato. I 3,5 milioni di file su Epstein diffusi dal Dipartimento di Giustizia americano non chiariscono tutto, anzi confondono. Lo stesso Doj avverte che il materiale può contenere documenti «falsi o falsamente presentati». Ma dentro quella massa informe affiorano elementi che, se anche solo in parte fondati, descrivono una degenerazione dell’élite occidentale che va oltre il crimine sessuale e tocca l’idea stessa di disumano.

I fatti accertati e ciò che eccede il processo

I fatti giudiziari accertati restano pochi e solidi. Jeffrey Epstein, finanziere con accesso illimitato ai salotti giusti, nel 2008 si è dichiarato colpevole di adescamento e sfruttamento di minorenni avviati alla prostituzione. Nel 2019 è stato arrestato di nuovo per traffico federale di minori ed è morto suicida in carcere. Tutto il resto è un mosaico di carte, email, appunti, diari. Ma è un mosaico che insiste sempre nella stessa direzione.

Eugenetica, corpi e controllo

Dai documenti de-secretati emerge l’ossessione per l’eugenetica. E no, non siamo davanti alla pubblicità di American Eagle con Sydney Sweeny.

Una presunta vittima racconta in un diario di essere stata ridotta a «incubatrice umana» per la coppia Epstein e Ghislaine Maxwell, costretta a portare avanti una gravidanza e privata della neonata pochi minuti dopo il parto. L’obiettivo, si legge, era creare un «pool genetico superiore». Già nel 2019 il New York Times aveva scritto che Epstein progettava di utilizzare la sua proprietà vicino a Santa Fe per «mettere incinta» le sue vittime, «20 alla volta», con l’idea di «inseminare la razza umana con il suo Dna». I file di oggi aggiungono dettagli inquietanti.

Il laboratorio segreto in Ucraina

Nel 2018 Epstein viene contattato dal bio-hacker Bryan Bishop. La proposta è esplicita: finanziare in segreto la creazione del primo bambino geneticamente modificato, o addirittura clonato, entro cinque anni. Test preliminari e modificazioni embrionali sarebbero già stati avviati in un laboratorio in Ucraina. Il costo è preciso: 1,7 milioni di dollari l’anno per cinque anni, più un milione per allestire il laboratorio. In cambio, l’anonimato. «Abbiamo una serie di domande su quanto fai sul serio», scrive Bishop nel luglio 2018, «la maggior parte di queste domande riguarda i tuoi requisiti di segretezza e privacy, il rischio reputazionale e anche qualsiasi coinvolgimento finanziario». Epstein risponde senza fretta, «no rush», chiarendo che investire non è un problema: «Il problema è soltanto se vedono che dietro ci sia io».

Scienza, denaro e silenzi

Attorno a lui gravita il mondo della scienza. Stephen Hawking, George Church, Murray Gell-Mann, Stephen Jay Gould, Oliver Sacks, Frank Wilczek partecipano a cene e conferenze. Alan Dershowitz, suo avvocato nel 2008, osserva: «Tutti si sono domandati se questi scienziati fossero più interessati alle sue opinioni o ai suoi soldi». Harvard incassa 6,5 milioni di dollari e si rifiuta di restituirli, nonostante le regole interne.

Le crepe politiche in Europa

Il sesso e il denaro diventano strumenti di pressione. Quando la rete si spezza, restano le macerie politiche. A Londra cadono teste per i rapporti con Lord Peter Mandelson. Il primo ministro Keir Starmer ammette di essere stato a conoscenza dei legami e dichiara: «Ha mentito ripetutamente al mio staff, mi pento di averlo nominato».

Gates, la difesa e la replica

Negli Stati Uniti, Bill Gates fa retromarcia e prova a ridimensionare. Si dice «sciocco» e pentito di aver frequentato Epstein. Definisce «falsa» l’email in cui il finanziere gli scriveva: «Mi implori di cancellare le email sulla tua malattia sessualmente trasmissibile, sulla tua richiesta che io ti fornisca antibiotici che puoi dare di nascosto a Melinda e sulla descrizione del tuo pene».

Gates si difende: «Non sono mai andato all’Isola, non ho mai incontrato donne». La replica più dura arriva dall’ex moglie. Melinda French Gates chiede all’ex marito di «rispondere del suo comportamento» e aggiunge che «nessuna ragazza dovrebbe mai essere messa in una situazione del genere». Poi chiude: «Le domande in sospeso sono per il mio ex marito, non per me». Esprimendo «un’enorme tristezza «per le vittime dei crimini del defunto finanziere».

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di Alice Carrazza - 5 Febbraio 2026