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Legge elettorale, sinistre alla guerra ossessionati dalla deriva autoritaria. E tanta nostalgia dei governi tecnici

Puntano all'instabilità

Legge elettorale, sinistre alla guerra ossessionati dalla deriva autoritaria. E tanta nostalgia dei governi tecnici

Politica - di Stefania Campitelli - 27 Febbraio 2026 alle 19:23

Nessun blitz della maggioranza, nessuna deriva plebiscitaria alle porte. Ma la sinistra, come un sol uomo, spara ad alzo zero sulla proposta di legge elettorale depositata dal centrodestra in Parlamento. Una ricetta già frutto di mediazioni, che la maggioranza mette sul tavolo del dibattito, integrata con proposte altrui. Nessun prendere o lasciare. Ma per le opposizioni, con i leader maximi in campo, è “irricevibile”, “inaccettabile”, “una schifezza”. L’ordine di scuderia è andare allo scontro, senza entrare nel merito del testo. Dalle parti del campo largo – anche Renzi dà battaglia per motivi diversi – è un susseguirsi di commenti “copia e incolla” al veleno.

Legge elettorale, sinistre allo scontro con l’ossessione della deriva autoritaria

Spicca la tesi della fretta sospetta e della riforma fatta a misura e consumo della maggioranza per continuare a vincere. Più che una tesi un’ossessione. Per Francesco Boccia, fedelissimo di Elly, “la maggioranza di governo teme l’esito delle prossime elezioni e sta cercando di intervenire sulle regole del gioco per mettersi al riparo”  Angelo Bonelli non è da meno e si straccia le vesti preoccupato, neanche a dirlo, per la minaccia alla democrazia. “Con la legge elettorale il governo mette il bavaglio ai cittadini, impedendo loro di scegliere i propri rappresentanti”.  Slogan e denunce di pericoli inesistenti. Con una foga che, al contrario, dimostra una discreta riluttanza verso il responso degli elettori. E la voglia di confondere le acque per paura di confrontarsi su un testo che guarda alla stabilità, con il premio di maggioranza al 40%, e al rispetto della volontà popolare con il voto del candidato alla presidenza del Consiglio sulla scheda. Viene il sospetto che la strenua difesa dello status quo nasconda l’obiettivo di perseguire l’instabilità per ripiegare su un governo tecnico per scalzare quello eletto dai cittadini.

Balle e slogan sul bavaglio agli elettori e la fretta sospetta

“Stanno tentando di cucirsi addosso una legge elettorale su misura, come se fossero andati dal sarto. Ma la storia dimostra che chi cambia la legge elettorale per convenienza difficilmente viene premiato dagli elettori”. Parola della grillina Vittoria Baldino.  Pure l’astuto Renzi va all’attacco. Forse sperava in un barrage al 2% visto che con la ragionevole soglia al 3% proposta dalla maggioranza rischierebbe di non entrare in Parlamento. “Non è giusto cambiare la legge elettorale a un anno dalle elezioni, dà il senso della preoccupazione di perdere. Quella legge lì è una legge che è copiata da quella che avevamo fatto noi 10 anni fa, che si chiamava Italicum, con la differenza che purtroppo Giorgia Meloni ha tolto le preferenze”. Parole che tradiscono, scava scava, il timore di andare alla conta e un’insanabile nostalgia dei governi tecnici. “Ai quali – fanno notare dalla maggioranza – il capo dello Stato è costretto a ricorrere il Capo dello Stato a causa di maggioranze traballanti in mano ai transfughi”.

FdI: nessun blitz sul  premio di maggioranza, puntiamo alla stabilità

Nessun blitz neppure sul tema del premio di maggioranza. “Questa legge può piacere o meno ma resta una proposta più cauta e moderata dei criteri della Corte. E rispettosa della Costituzione. Il premio di maggioranza non arriva mai a sfiorare quanto previsto dalle sentenze della Consulta, che avevano stabilito che con il 40% dei voti puoi ottenere il 55% degli seggi. In qualsiasi ipotesi siamo sempre sotto il 15%”, fa notare Donzelli. Legge su misura per vincere? “Pensassimo ai nostri interessi, dovremmo lasciare il Rosatellum”, risponde il responsabile organizzazione di via della Scrofa.

Forza Italia: il giorno dopo il voto garantire la maggioranza scelta dagli elettori

L’obiettivo della maggioranza è chiaro, fa notare  l’azzurro Raffaele Nervi. “Garantire che il giorno dopo le elezioni ci sia una maggioranza scelta dagli elettori ed un governo stabile. Con lo scenario politico attuale, esiste il rischio concreto che nessuno riesca ad avere una maggioranza chiara”. Concetto ribadito da Gianfranco Rotondi. “La Schlein difende l’attuale legge elettorale? Allora dica chiaro e tondo ai suoi elettori che non punta a vincere ma solo a un pareggio e a un nuovo governo tecnico, la passione del Pd”.

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di Stefania Campitelli - 27 Febbraio 2026