Stabilità e rappresentatività
Legge elettorale, il centrodestra deposita il testo: proporzionale e premio al 40. Per la sinistra “è una schifezza”, ma non lo ha letto
Legge elettorale, il centrodestra è pronto e avanza la sua proposta, disponibile al confronto con tutte le forze politiche. Ed è subito rissa. A sinistra è una Babele di lingue accomunate dal no all’ipotesi targata FdI-Forza Italia-Lega che, neanche a dirlo, è “una schifezza” (parola di Roberto Magi), “una proposta inaccettabile” (parola di Elly Schlein). I capogruppo di maggioranza di Camera e Senato hanno depositato il testo della nuova legge elettorale, che dovrebbe iniziare l’iter alla Camera. Tre articoli. Struttura e finalità chiare: sistema proporzionale e un premio di maggioranza al 40% per garantire maggiore stabilità e rappresentatività.
Legge elettorale, il centrodestra deposita il testo: proporzionale e premio al 40
Nel dettaglio si prevede un premio di 70 deputati e 35 senatori suddiviso su base circoscrizionale alla Camera e regionale al Senato. Nel testo non sono previste le preferenze. Ogni elettore, infatti, dispone di un voto da esprimere su un’unica scheda “che reca il contrassegno di ciascuna lista, corredato dei nomi dei candidati nel collegio plurinominale. E dei candidati delle liste circoscrizionali presentate ai fini dell’eventuale attribuzione del premio di governabilità”. Il premio di maggioranza viene interamente attribuito solo se la coalizione arrivata prima supera il quaranta per cento dei consensi. Nel caso in cui non ci nessuna coalizione arriva alla soglia, si attiverà una distribuzione proporzionale. E ancora: nel caso invece in cui entrambe le coalizioni (arrivate prima e seconda) siano tra il trentacinque e il quaranta per cento si prevede il ballottaggio.
In nessun caso la maggioranza può superare il 60% degli eletti
A tutela delle opposizioni, in nessun caso la maggioranza potrà superare il sessanta per cento degli eletti. La “coerenza tra governabilità e rappresentatività” – si legge – è “assicurata dai vincoli posti all’entità del premio medesimo. Quest’ultimo, sia alla Camera che al Senato, non può infatti superare il quindici per cento dei seggi, rimanendo comunque ancorato alla soglia massima di 230 seggi alla Camera e 114 al Senato”. Ciascuna coalizione, inoltre, dovrà depositare insieme al programma anche un unico come candidato alla presidenza del Consiglio. “Siamo disponibili a un confronto con tutte le forze politiche per proposte migliorative che abbiano la condivisa finalità di garantire la rappresentatività della volontà dell’elettore e la possibilità di dare maggioranze stabili a chiunque vinca le elezioni”, commentano dalla maggioranza. Nella relazione introduttiva del testo si specifica che il modello proporzionale rappresenta “la modalità più lineare di traduzione del voto in rappresentanza”. Mentre il premio è configurato “non come alterazione arbitraria del risultato elettorale, ma come correttivo limitato e predeterminato”. Prevista anche una soglia di sbarramento al tre per cento.
Le sinistre vanno allo scontro senza avere letto la bozza
Immediate le reazioni scomposte delle opposizioni, ossessionate dalla deriva plebiscitaria. A partire da Elly Schlein che parla di elementi di “forte distorsione della rappresentanza” che “rischiano di consegnare a chi poi vince delle elezioni anche la possibilità di eleggere da soli un presidente della Repubblica”. Non ha ancora letto il testo ma per la segretari dem è già inaccettabile. Giuseppe Conte non è da meno: “Danno l’anima per le riforme per salvare i politici dalle inchieste”. Riccardo Magi la spara più grossa di tutti. “È molto peggio della legge truffa del 1953. Somiglia di più alla legge Acerbo del 1923. E dovrebbe suscitare una opposizione sdegnata e intransigente”. Anche Matteo Renzi si unisce al coro. “Giorgia, sicura che non ci siano temi più importanti da affrontare per i cittadini?”.
Donzelli: viene da ridere, solo critiche preconcette
Per Angelo Bonelli invece “è il segnale chiaro della difficoltà della maggioranza, che a tre settimane circa dal voto referendario presenta la legge elettorale”. L’ordine di scuderia è chiaro: barricate, poi si vedrà. Nessuno che entri nel merito. Di critiche pregiudiziali parla Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia. “Sorrido a leggere le opposizioni che criticano la legge elettorale prima ancora che sia depositata. Come quando a luglio criticano la finanziaria che viene depositata a ottobre. Questo dimostra che è una critica preconcetta”.