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Le spese pazze dell’Ue per i migranti: 10 milioni per sport, “cultura woke” e protezione dei clandestini

Numeri bulgari

Le spese pazze dell’Ue per i migranti: 10 milioni per sport, “cultura woke” e protezione dei clandestini

Politica - di Gabriele Caramelli - 19 Febbraio 2026 alle 19:23

Le spese pazze dell’Ue per i migranti non finiscono mai. Secondo quanto riportato in una nota dell’eurodeputata della Lega Silvia Sardone, sono stati stanziati 10 milioni per i migranti, sotto forma di progetti che vanno dalle iniziative sportive fino alla protezione per i clandestini. Insomma, il denaro dei contribuenti viene sperperato qua e là senza considerare le preferenze di chi lo versa. Come ha sottolineato l’europarlamentare, «tra i progetti per l’integrazione dei migranti tramite lo sport figurano un’iniziativa da 250 mila euro coordinata dalla federazione irlandese di padel per favorire l’accettazione degli stranieri, un progetto sul ruolo del calcio nell’emancipazione dei giovani rifugiati da 750 mila euro, un altro legato al basket da 60 mila euro e uno all’inclusione attraverso gli sport di strada da altri 60 mila euro».

Numeri bulgari che sembrano non finire mai: «Non manca l’arte: 200 mila euro sono destinati a promuovere la partecipazione dei migranti alla vita sociale e culturale tramite la street art. Stravagante appare invece il progetto che studia il ruolo dei lavoratori migranti nella politica di decarbonizzazione energetica per 265 mila euro». Ma le iniziative sono tutt’altro che terminate: «Particolarmente oneroso, poi, uno studio da 2 milioni di euro sui collegamenti nascosti tra migranti e società attraverso il cibo e i circuiti alimentari. Nel settore digitale, l’UE ha stanziato 1,5 milioni di euro per analizzare come i social network possano aumentare la vulnerabilità economica dei migranti e 810 mila euro per un progetto di storytelling digitale dedicato alla loro integrazione».

Le spese pazze dell’Ue per i migranti: 10 milioni tra sport, ambiente e protezione dei clandestini

Ovviamente non poteva mancare anche un finanziamento culturale, come ha sottolineato ironicamente Silvia Sardone, visto che «183mila euro vanno all’Università Ca’ Foscari per uno studio che “riscrive” le identità dei migranti attraverso la letteratura femminile, mentre quasi 2 milioni finanziano un progetto dal sapore woke sul cinema africano e sulla decolonizzazione degli studi cinematografici e televisivi». Come se i set da cui partono le riprese delle pellicole e dei programmi fossero infestati dallo spirito dei soldati europei dell’ottocento e del novecento.

Come ciliegina sulla torta cè anche un’iniziativa da 2,5 milioni di euro che «punta a individuare le migliori strategie per proteggere gli immigrati irregolari, chiaro segno della deriva buonista dell’Unione europea. In totale, oltre 10 milioni di euro solo per questi progetti». E si tratta appena della punta dell’iceberg: centinaia di altre iniziative vengono finanziate con i soldi dei contribuenti, destinate a università, ONG e associazioni legate al mondo dell’accoglienza – ha concluso la vicesegretaria del Carroccio -. È sempre più assurdo assistere a una simile pioggia di fondi per inseguire scopi ideologici così distanti dalle reali esigenze delle famiglie e delle imprese europee».

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di Gabriele Caramelli - 19 Febbraio 2026