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La vexata quaestio dell’angelo Meloni e del cherubino Conte

Alla faccia della par condicio

L’angelo Meloni cancellato, ma l’angelicato Conte resta. E c’è chi rilancia: e il ciuffo del cherubino Giuseppi?

Cronaca - di Giulia Melodia - 5 Febbraio 2026 alle 15:46

Il tema all’ordine del giorno è: la par condicio dello sbanchetto e le divagazioni (e eccezioni) sul tema. Così, dopo la rimozione del volto della Meloni nella chiesa di San Lorenzo in Lucina, il giurista Mirabelli avverte: via anche le fattezze di Conte. Come a dire che, se la fede non è bipartisan, sul caso deve intervenire la censura cromatica e la logica bipartisan.

L’angelo Meloni cancellato, ma il cherubino Conte resta

C’era una volta l’iconografia sacra, fatta di santi, martiri e devozione. Oggi, nelle navate romane, sembra di stare in una redazione di un talk show di terza serata, tra “par condicio” del pennello e correttori di bozze in abito talare. Eppure, il caso dei “cherubini dell’attualità” a San Lorenzo in Lucina si arricchisce di un nuovo capitolo: dopo aver cancellato i tratti di Giorgia Meloni, ora lo “sbianchettamento” può o deve anche riguardare l’angelo dirimpettaio, quello che – guarda caso – somiglia in modo inquietante a Giuseppe Conte?

Il dogma dello sbianchettamento

Peraltro, a invocare il colpo di spugna non è un fedele distratto, ma Cesare Mirabelli, presidente emerito della Consulta. Il ragionamento è cristallino, quasi da codice di procedura civile applicato all’aldilà e all’arte sacra: se il volto della premier non può stare in chiesa perché non è figura legata alla storia religiosa e crea – a detta di alcuni – situazioni divisive, allora anche il cherubino numero due, quello con il ciuffo ribelle e lo sguardo da “avvocato del popolo”, deve fare i bagagli?

Scuse politicamente corrette e sbianchettature ad hoc

E quanto conta che il restauratore-volontario, Bruno Valentinetti, giuri di essersi ispirato a una vecchia fidanzata? Se Giorgia Meloni è stata giudicata “non attendibile” e cancellata, allora – ci si chiede tra i più – perché Giuseppi dovrebbe restare lì a vegliare sulle folle di fedeli impunito? Forse le forzature politicamente corrette pesano più del canone estetico? O magari è intervenuta una protezione “dall’alto”? Una sorta di scudo (penta) stellato che protegge le fattezze del leader M5S?

Tra angeli premier e cherubini intoccabili…

Il risultato è comunque un pasticcio cromatico che trasforma la casa di Dio in una sorta di sezione elettorale. E una cosa è certa: nel Paese delle dietrologie, neanche gli angeli possono stare tranquilli. Se hai lo sguardo della Meloni, lo sbianchetto è dietro l’angolo. Se hai il ciuffo Conte, anche meno… Speriamo solo che, tra una cancellazione e l’altra, e un restauro e una conferma a parte, qualcuno si ricordi che in chiesa si entra ancora per pregare. E non per votare il cherubino più simpatico o la premier più amata…

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di Giulia Melodia - 5 Febbraio 2026