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La Russia prova a censurare Whatsapp, ma il Cremlino si smarca: «Chiediamo di rispettare le leggi»

Prove di bavaglio

La Russia prova a censurare Whatsapp, ma il Cremlino si smarca: «Chiediamo di rispettare le leggi»

Dmitry Peskov, portavoce del governo, ha affermato che «se Meta si adeguerà, partirà un dialogo, con le autorità russe e allora, poi, ci sarà l'opportunità di raggiungere un accordo»

Esteri - di Gabriele Caramelli - 12 Febbraio 2026 alle 11:54

Il Cremlino vuole bloccare l’utilizzo di Whatsapp, aumentando il sistema di censura anche a livello messaggistico. A darne notizia è stata proprio Meta, che ha denunciato una manovra delle autorità russe di fermare il funzionamento dell’app per obbligare gli utenti ad utilizzare un altro servizio controllato dallo Stato. Come ha scritto l’azienda su X: «Il governo russo ha cercato di bloccare completamente Whatsapp nel tentativo di spingere le persone verso un’app di sorveglianza di proprietà dello Stato». «Cercare di escludere più di 100 milioni di utenti dalla possibilità di comunicazioni private e sicure costituisce un passo indietro che non può che portare a minore sicurezza per le persone in Russia – ha proseguito l’azienda -. Continuiamo a fare tutto il possibile per mantenere gli utenti connessi».

Russia, prove tecniche di censura per Whatsapp

Il tentativo della Russia è un’operazione che va di pari passo con il rafforzamento del controllo sulle app di messaggistica. Non a caso, in settimana, le autorità nazionali hanno incoraggiato la popolazione ad utilizzare Max, un nuovo prototipo di comunicazione sviluppato nel 2025 da Vk. In precedenza, anche Telegram era finito sotto la lente d’ingrandimento, tanto che erano state applicate delle restrizioni. Se la società continuerà a rimanere sulla sua posizione intransigente e, direi, a dimostrare assoluta mancanza di volontà di rispettare le leggi russe, allora non ci saranno possibilità

Il Cremlino si difende: «Abbiamo chiesto a Meta di rispettare la legge»

Successivamente, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha provato a giustificare la decisione su Whatsapp, spiegando che all’app è stato richiesto «di rispettare delle leggi russe». Poi ha concluso: «Se Meta si adeguerà, partirà un dialogo, con le autorità russe e allora, poi, ci sarà l’opportunità di raggiungere un accordo. Se la società continuerà a rimanere sulla sua posizione intransigente e, direi, a dimostrare assoluta mancanza di volontà di rispettare le leggi russe, allora non ci saranno possibilità».

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di Gabriele Caramelli - 12 Febbraio 2026