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La posta del cuore (a sinistra). L’avvocato “rosso” confessa: “Voterò Sì”. La Aspesi: “Io vorrei, ma Meloni cresce: va fermata”

Psycho-referendum

La posta del cuore (a sinistra). L’avvocato “rosso” confessa: “Voterò Sì”. La Aspesi: “Io vorrei, ma Meloni cresce: va fermata”

Politica - di Marta Lima - 13 Febbraio 2026 alle 13:14

Spulciando nella “posta del cuore”, magistralmente amministrata da una decana del giornalismo di sinistra, Natalia Aspesi, si scoprono cose interessanti. Per esempio, che anche gli avvocati di sinistra, pur a malincuore, non hanno nessuna intenzione di votare No alla riforma, come da comandamento della Schlein, di Fratoianni e Conte. Ma a sorpresa, riemerge anche la tesi – non nuova a sinistra – secondo cui se anche si apprezza la riforma Nordio, bisogna votare No per indebolire la Meloni. A confessarlo è, udite udite, proprio la Aspesi, che dedica la parte finale della sua rubrica settimanale sul “Venerdì” di Repubblica proprio a una lettera sul referendum.

Referendum, sinistra imbarazzata, la Aspesi detta la linea

“Il referendum sulla proposta di legge di modifica costituzionale non è un voto politico, anche se molti lo vogliono così trasformare e comunque LA presidente Meloni (il maiuscolo non è un errore, ma un dispetto a chi non vuole nemmeno riconoscere l’importanza di una donna ai vertici del governo) ha già detto che in caso di sconfitta non si dimetterà, quindi è venuta meno l’unica ragione per votare No. Sono di sinistra e sono avvocato: esaminando la legge, non vedo da nessuna parte i pericoli paventati di soggezione dei giudici e nemmeno dei pubblici ministeri alla politica, giacché vi saranno due Csm al posto di uno e quindi con le stesse garanzie attuali.
La riforma riguarda la divisione delle carriere e non il semplice divieto di passaggio da una funzione all’altra (citato erroneamente dal lettore): è l’unico modo per determinare un giudice veramente imparziale tra accusa e difesa, con vantaggio per il cittadino sottoposto al suo giudizio.
Mi ha stupito che lei voglia votare No per contrarietà a chi vuole cambiare la Costituzione, che è sicuramente molto avanzata (si pensi invece a quella americana che permette le nefandezze di Trump), ma non è un testo sacro, né può essere perfetta…”, è la sintesi della missiva dell’avvocato “rosso”.

Natalia Aspesi replica con “cordialità e nessuna polemica”, ma precisa. “Più passa il tempo, più aumentano i favori per la presidente, e noi non capiamo perché, mentre i suoi ministri (compreso Salvini dopo aver perso lo spaventoso Vannacci) non riescono a farne una giusta. Io quindi voto No senza esserne del tutto convinta, sapendo anche che il No probabilmente perderà. Siamo diventati un Paese di destra, come del resto buona parte del mondo”.

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di Marta Lima - 13 Febbraio 2026