La sopravvivenza si fa vita
La persona oltre la malattia oncologica: il protocollo Teo per continuare a riconoscersi e coniugare cure e cura di sé
Al via a Prato i corsi di formazione in "Terapia estetica oncologica", pensata per rispondere al "trauma dell'identità" che troppo spesso si aggiunge alla malattia. L'ideatrice Giada Baldini: «Al centro c'è la persona, non il paziente»
In un’Italia dove la medicina raggiunge vette d’eccellenza salvando vite, c’è un fronte silenzioso che spesso rimane scoperto: quello dell’anima e dell’identità profonda. Sono 3,7 milioni le persone che nel nostro Paese convivono con una diagnosi di tumore. Per loro, la guarigione fisica è la priorità assoluta, ma il prezzo da pagare è spesso lo smarrimento del sé, quel “trauma dell’identità” che colpisce quando lo specchio restituisce l’immagine di un estraneo.
È per rispondere a questa emergenza, che è sociale ed etica prima ancora che estetica, che Prato diventa il centro nevralgico di una piccola rivoluzione culturale. Venerdì 20 febbraio 2026 prende il via ufficialmente la nuova edizione del Percorso di Studi Teo (Terapia Estetica Oncologica), ideato e diretto da Giada Baldini, consulente di immagine e volontaria al fianco dei malati oncologici, che in questa iniziativa ha fatto sintesi della sua esperienza professionale e umana.
Un percorso di alta formazione che coniuga scienza e umanità
In un tempo dominato dalla superficialità, la proposta della Baldini si distingue per il rigore. Non un corso lampo, ma un percorso di alta formazione di 77 ore, che inizierà con una “full immersion” di tre giorni (20-22 febbraio) presso la Sala convegni della Camera di commercio di Prato.
L’obiettivo è formare una figura che oggi manca nel panorama sanitario: il Consulente Teo. Un professionista che non si improvvisa, ma si forma su materie complesse (le basi di psicologia, farmacologia cosmetica, dermatologia e tricologia, oncologia, etc..) per garantire la totale sicurezza del protocollo di cura Teo durante le terapie. A garantire la qualità del percorso c’è un comitato scientifico composto da oncologi, dermatologi e psicoterapeuti. È la vittoria della competenza sul dilettantismo: trasformare gesti apparentemente semplici in potenti strumenti di aderenza terapeutica.
Un ponte tra il “prima” e il “dopo”
«Chi pratica la Teo non offre un trattamento, offre un ponte tra la persona prima della diagnosi e quella che si sta diventando», dichiara Giada Baldini. Una visione che incarna perfettamente un valore cardine della nostra cultura: la centralità della persona. La missione è chiara: la bellezza in oncologia non è vanità, è dignità. È un atto di “resistenza” contro la malattia che permette alle donne (e agli uomini) di guardarsi allo specchio e ritrovare se stessi, non il paziente.
La missione dei consulenti Teo: trasformare la sopravvivenza in vita piena
Il percorso – che alterna aula, moduli online e mentoring e i cui dettagli sono consultabili sul sito del progetto – si concluderà entro la fine del 2026 con il Convegno nazionale Teo. Si apre così una nuova opportunità lavorativa per professionisti del beauty e della sanità che cercano una svolta umana profonda. I nuovi consulenti saranno capaci di operare in sinergia con strutture sanitarie e associazioni, colmando quel vuoto assistenziale tra la cura farmacologica e il benessere quotidiano. Da Prato parte dunque un messaggio forte: curare l’immagine non è un lusso, ma un diritto inalienabile. La sfida di Giada Baldini è trasformare la sopravvivenza in “vita piena”, restituendo orgoglio e identità a chi combatte la battaglia più dura.