A Roma
La destra omaggia Valerio Verbano, i “compagni” scatenano la bagarre. Rampelli: “Sanno solo odiare”
“Un’altra brutta pagina è stata scritta questa mattina a Roma dalla sinistra, all’atto della deposizione di una corona congiuntamente nastrata da Regione, Campidoglio e Città metropolitana sotto l’abitazione di Valerio Verbano, ucciso sotto gli occhi dei genitori in casa il 22 febbraio 1980 a causa della sua fede politica”. Lo dichiara in una nota il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia. “La cerimonia – aggiunge – era stata concordata tra le tre istituzioni, ma alla consigliera Marika Rotondi, delegata dal presidente Rocca a rappresentare la Regione, prima è stato chiesto minacciosamente di andare via, poi si sono presentati un assessore e perfino il presidente del Municipio Roma III, Paolo Marchionne, per ribadire la stessa pretesa perché l’istituzione regionale non era gradita in via Monte Bianco, quindi – visto che la consigliera restava al suo posto per rendere omaggio alla memoria del ragazzo comunista ucciso – nel corso del minuto di silenzio una ventina di persone hanno urlato slogan ingiuriosi ‘Fuori i fascisti dal nostro quartiere’ e cantato ‘Bella ciao’ in segno di contestazione verso la delegata del presidente Francesco Rocca”.
L’omaggio a Valerio Verbano rovinato dai compagni
“La verità – afferma Rampelli – a questo punto resta incisa nella pietra: la destra incarna la pacificazione nazionale, conquistata e trasmessa dalle istituzioni dove governa fino all’ultimo dei suoi militanti (Valerio Verbano è stato ricordato in piazza del Campidoglio ieri da parlamentari di Fd’I e ragazzi di Gioventù nazionale che manifestavano nel ricordo di Quentin Deranque e contro la violenza politica), rifiuta ogni intolleranza e s’inchina di fronte ai ragazzi di sinistra assassinati negli anni ’70 e a tutti i martiri di quella generazione. La sinistra no, vive nel rancore e nell’odio, cerca di criminalizzare ancora i suoi avversari, rinnega perfino la storica iniziativa di Walter Veltroni che fece stringere la mano proprio alla mamma di Verbano e a uno dei fratelli Mattei sopravvissuto al rogo di Primavalle”.