L'eurodeputata muta
Ilaria Salis prima in piazza “col cuore” a Torino, poi tace sui poliziotti feriti. Il silenzio che vale oro
Sui social prima della manifestazione dei compagni di Askatasuna, la parlamentare Ue aveva pubblicato un post di sostegno. Ma dopo le immagini dell'aggressione con i martelli resta zitta e non esprime solidarietà per i feriti
Sui social, sabato mattina, l’avevamo lasciata cosi Ilaria Salis, eurodeputata di Avs: “Purtroppo oggi non riesco a essere a Torino, ma con il cuore sono lì con voi. Rispondere agli attacchi repressivi del Governo rilanciando sull’allargamento delle lotte sociali è la strada giusta da percorrere insieme – a Torino e in tutta Italia. Buona manifestazione a tutte! #Askatasuna”.
E la storiaccia dei partecipanti alla mobilitazione che si è distinta per violenza, rabbia, disordini, ricorda quella che secondo l’accusa delle autorità ungheresi è la vicenda dell’esponente della sinistra, finita in carcere (e poi uscita dopo l’elezione in Europa e grazie all’immunità accordatale dall’assemblea con voto segreto) con l’accusa di far parte della “banda del martello”, rispetto alla quale lei si è sempre proclamata innocente.
Ha sempre rispedito al mittente accuse e l’appellativo “la banda del martello”
La magistratura di Budapest le imputa l’associazione a delinquere e il reato di lesioni potenzialmente mortali contro tre persone con oggetti contundenti tra cui dei martelli di gomma. E da qui l’appellativo usato dai media che lei ha sempre rispedito al mittente, scrivendo addirittura un libro per raccontare il suo ‘manifesto di resistenza e speranza’.
Martelli protagonisti ma nessuna vicinanza né col cuore né col pensiero
In ogni caso i martelli sono anche i protagonisti delle immagini viste a Torino: non di gomma ma di metallo, possenti e pesanti. E le vittime della violenza non sono “nazisti ungheresi” ma dei giovani poliziotti: servitori dello Stato in divisa che stavano lavorando per tutelare l’ordine pubblico e garantire la legalità e la sicurezza, anche degli stessi manifestanti. E proprio per questo, e per la solidarietà espressa a mezzo stampa di Bonelli e Fratoianni, che ingenuamente ci si aspettava una condanna dei fatti e una parola per i poliziotti dall’ex insegnante di scuola superiore. Non è arrivata. Nessun pensiero, nessun post, nessuna vicinanza né col cuore né col pensiero. Il nulla.
Unico post su Facebook in 48 ore è l’attacco a Del Vecchio
Social fermi da 48 ore, a eccezione di un altro post su facebook in cui attacca l’imprenditore Leonardo Maria Del Vecchio, reo di essere di famiglia benestante. Per questo si può ironizzare su “un giovane rampollo, che sicuramente si è meritato tutto il suo strabiliante successo” ricordando sempre che paga “molte meno tasse di un operaio o un’infermiera in proporzione a reddito e patrimonio”. Cosa che invece alla Salis evidentemente non capita, con il suo stipendio da eurodeputata e i benefit che il suo ruolo prevede, come il vitalizio a 65 anni dopo cinque anni di Europa: per lei le tasse sono uguali in rapporto al reddito a quelle di una infermiera e di un operario. E soprattutto lei i soldi che guadagna li merita. Li merita quando parla e anche quando sta zitta. E forse è per questo che non ha parlato: perché a giudicare dai post che scrive, quando si tratta della Salis anche il silenzio vale oro, o comunque qualche decina di migliaia di euro….