Progressisti sfiduciati
Il sondaggio del Secolo: cosa succederebbe se la sinistra si opponesse al “Pacchetto sicurezza”?
Cosa succederebbe se la sinistra parlamentare italiana si opponesse al “Pacchetto sicurezza” proposto dal governo Meloni? Sicuramente non sarà più credibile quando parlerà di “giustizia sociale” e di tutela dei più deboli nella società. Non a caso, il Secolo d’Italia ha proposto un sondaggio attraverso la propria newsletter, per comprendere quanti italiani siano favorevoli alle nuove norme per la tutela dell’ordine pubblico e quali siano i pareri verso una sinistra che non sembra interessata all’argomento. Per l’89,4% degli intervistati, i progressisti rischiano di apparire lontani dalle preoccupazioni quotidiane dei cittadini, che evidentemente si preoccupano per la loro incolumità e per la delinquenza comune. Ma non solo, perché anche l’immigrazione clandestina e il “fenomeno maranza” continuano a spaventare la popolazione. Insomma, la percentuale mostra una gran parte degli italiani perderebbero la poca fiducia riposta nell’opposizione, semmai la sinistra dovesse proseguire con la retorica dell’autoritarismo inesistente.

Cosa succederebbe se la sinistra osteggiasse il Pacchetto sicurezza? Cosa dice il sondaggio del Secolo
Soltanto il 7,9% degli intervistati ritiene che la questione “sicurezza” può provocare uno scontro complesso, da valutare nei contenuti e non negli slogan. Ma le normative non sono fatte per essere carta straccia subito dopo l’approvazione, anzi tutt’altro. Trovare un linguaggio chiaro e semplice per far capire le intenzioni di un governo, vuol dire costruire un’informazione adeguata a chi si informa e vive in uno stato di diritto. Indubbiamente, la delinquenza degli antifascisti e degli antagonisti è un segnale che dovrebbe spronare tutte le forze politiche ad unirsi per evitare che il caos si impadronisca delle strade. Ma c’è ancora chi, tra gli scranni progressisti del Parlamento, continua ad evitare il problema come se avesse una benda irremovibile sugli occhi.
In pochi si appellano alla scusa fuorviante delle “libertà civili”
Il 2,7% degli intervistati è convinto che se la sinistra si opponesse al “Pacchetto sicurezza”, dimostrerebbe di voler difendere le libertà civili che non dovrebbero essere compresse da nuove normative. Un numero irrisorio rispetto alle eloquenti preferenze, ma è altrettanto importante precisare che le nuove regole servono proprio per evitare l’annientamento dell’emancipazione personale. D’altra parte, senza sicurezza sono a rischio tutte le libertà garantite in una società come quella italiana. Inoltre, se la sinistra facesse tesoro delle vere e proprie inclinazioni popolari, anziché affidarsi ai guru di una certa e presunta “intellighenzia”, forse riuscirebbe a recuperare un piccolo frammento di credibilità agli occhi degli elettori. Ma non lo farà, perché ormai l’ideologia progressista si è completamente impadronita del buon senso.