Manovre nel Mediterrano
Guerra & mare, allarme davanti alla Sicilia: il sottomarino russo “invisibile” incrocia la portaerei Usa “Ford”
Venti di guerra, incroci pericolosi, rotte minacciose a pochi chilometri dalle coste italiane. Nel Mediterraneo un numero crescente di navi e sottomarini russi destano preoccupazione nella Nato e le manovre di Mosca, descritte da fonti militari come sempre più “ostili”, vanno dalle scorte a petroliere e cargo che trasportano armi alle provocazioni in prossimità delle acque territoriali alleate.
La caccia al sottomarino russo “invisibile”
Nelle ultime settimane il Krasnodar, un sottomarino russo della classe Kilo, avvistato nel Canale di Sicilia e già protagonista, il mese scorso, di un incontro ravvicinato con la fregata italiana Virginio Fasan (nella foto in alto), viene monitorato nelle ore in cui sta transitando la portaerei americana “Ford”: il sommergibile russo, scortato a sua volta dal cacciatorpediniere Severomorsk, a quanto pare si muove nell’orbita del colosso Usa diretto verso il Medio Oriente insieme al suo Carrier Strike Group. La vicinanza tra le due potenze militari accresce il rischio di incidenti, tanto diplomatici quanto operativi, in un momento di forte instabilità regionale.
La Virginio Fasan, seconda fregata italiana della classe FREMM e specializzata in guerra antisommergibile (ASW), rappresenta uno degli asset più moderni della Marina. Lo Standing NATO Maritime Group 2, di cui la Fasan fa parte, è una delle quattro forze navali permanenti dell’Alleanza Atlantica. Opera nel Mediterraneo e nel Mar Nero per garantire la sicurezza delle rotte commerciali, rafforzare la cooperazione con le marine dei Paesi partner e prevenire potenziali minacce. “In queste ore la tensione è altissima per il contemporaneo transito della portarei Gerald Ford della Marina degli Stati Uniti diretta in Medio Oriente. L’ingresso nel Mediterraneo dell’ammiraglia della flotta americana e del suo Carrier Strike Group, il gruppo d’attacco che affianca le portaerei, ha senza dubbio alzato le antenne della notte (per operazioni di protezione, in particolare con i P-8A Poseidon di stanza nella base di Sigonella) e delle forze nemiche (la Russia, appunto). Un eventuale incontro ravvicinato con un sottomarino russo potrebbe provocare un incidente non solo diplomatico tra le due potenze, ma anche militare. Un evento che ricorda da vicino quanto avvenuto il 25 gennaio scorso, con lo stesso Krasnodar che riemerse dall’acqua a poca distanza dalla fregata della Marina militare italiana Virginio Fasan”, scrive oggi Il Messaggero.
La tensione è palpabile e la prova di forza, anche in mare, è il riflesso dello stallo anche nelle trattative tra Russia e Ucraina mediate dagli Stati Uniti, con il ruolo ostile a Mosca dell’Europa.