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Zerocalcare e la sua locandina brand per il corteo pro Askatasuna di Torino

Antagonismo in vendita

Guerra in piazza, business online: il manifesto-brand di Zerocalcare per Askatasuna all’asta su e-Bay a 180€

Cronaca - di Chiara Volpi - 2 Febbraio 2026 alle 16:39

Certo, pur non stupendo più, continua comunque a fare un certo effetto vedere il talento di un fumettista di successo, ormai punto di riferimento di una generazione “oltre” (per usare un eufemismo), sistematicamente al servizio di chi si pone letteralmente al di fuori dello Stato. Perché? Perché quella di Zerocalcare non è solo una scelta estetica o editoriale. È una precisa operazione politica con cui il disegnatore romano si conferma ancora una volta “grafico ufficiale” della propaganda antagonista, offrendo una copertina patinata alla moda anarchica e accattivante di un movimento, quello di Askatasuna, che ha fatto dell’illegalità e dello scontro violento il proprio marchio di fabbrica.

Askatasuna e il brand di Zerocalcare

«Sono qui per il motivo per cui ci sono tutti gli altri: sono contro lo sgombero di Askatasuna e di tutti i centri sociali», rivendica Zerocalcare prima degli scontri che hanno sconvolto la città, arrivato intorno le 14 di sabato alla partenza dello spezzone del corteo davanti alla stazione di Porta Nuova. In quei frangenti il fumettista in voga, accompagnato da un gruppo di amici, non ha tanta voglia di parlare. Ma poche frasi pronunciate a mezza bocca bastano a ribadire una vicinanza mai nascosta alla causa del centro sociale torinese fresco di sgombero. Del resto, il disegnatore romano – da anni punto di riferimento di una generazione rigorosamente “anti” e “extra”– è anche l’autore della locandina della manifestazione: un’immagine diventata simbolo della giornata. E finita persino all’asta su eBay, al prezzo di 180 euro.

Il brand di Zerocalcare tra slogan partigiani e martellate

Così, come noto ormai, il corteo di Torino, aperto dallo striscione disegnato dal fumettista capitolino, ha sfilato al grido di «Torino è partigiana», strumentalizzando la difesa di uno spazio occupato abusivamente e sgomberato per ripristinare la legalità. «Sono qui contro lo sgombero», ripete e rilancia il disegnatore romano tra uno scatto e l’altro, con il cappuccio alzato e a passo veloce. Mentre al grido di «Askatasuna vuol dire libertà. Torino è partigiana. Contro governo, guerra e attacchi agli spazi sociali», lo striscione stigmatizza a tinte forti il perché della protesta sbandierato sabato in piazza a Torino. Il tutto, riprendendo il manifesto disegnato da Zerocalcare che apre il corteo che degenererà in guerriglia urbana.

Ma allora, fino a che punto è ammissibile – ci chiediamo – che dietro quel tratto grafico “rivoluzionario” e ormai familiare a molti giovani e giovanissimi, possa mimetizzarsi la giustificazione di violenze e devastazioni? Peraltro, Zerocalcare non ha mai dissimulato riconoscimento e ringraziamenti pubblici per Askatasuna, per tutto quello che il centro sociale ha combinato negli anni. Pertanto oggi, alla luce dei fatti (e dei misfatti) di sabato scorso, è lecito domandarsi se tra queste “benemerenze” il fumettista includa anche le martellate ai poliziotti e i feriti lasciati sul campo…

Il paradosso del “rivoluzionario” a listino prezzi

Non solo. Perché se quanto appena enucleato non fosse ancora abbastanza, non possiamo esimerci dal rilevare che il vero capolavoro del paradosso – tra inni di gloria per Askatasuna. E violenze di piazza intestate alla difesa dei suoi spazi torinesi (abusivamente occupati) – è forse quello andato in scena su eBay, mentre la piazza urlava contro il capitalismo, il governo e il mercato. E, neanche a dirlo, i manifesti firmati da Zerocalcare per la giornata di guerriglia finiti all’asta per la modica cifra di 179,99 euro. Un cortocircuito ideologico perfetto: la lotta dura e pura si trasforma in merce da collezione. E il radicalismo diventa chic, con il simbolo dell’antagonismo che finisce nel display di uno smartphone in attesa che si faccia avanti il miglior offerente e il “fortunato” acquirente.

Cortocircuito: lotta al capitalismo in piazza, e manifesto di Zerocalcare all’asta online su E-bay

Così, mentre David Parenzo invocava invano una parola di solidarietà per gli agenti aggrediti, il fumettista restava silenziosamente in attesa. E una domanda ci frulla per la testa: ma con le royalties delle sue serie di successo e dei suoi libri pubblicati dalle grandi major, Zerocalcare non potrebbe semplicemente (e tranquillamente) affittare o acquistare uno spazio legittimo per Askatasuna, a spese sue, ma per i suoi compagni, invece che scendere in piazza per rivendicarne uno da addossare sulle spalle di cittadini e contribuenti?

Troppo facile fare la rivoluzione con la matita, mentre i poliziotti finiscono in ospedale per i martelli sfoderati dai manifestanti, e i collezionisti arricchiscono il mercato digitale con i feticci della protesta. Non sarebbe ora di essere meno virulenti nelle manifestazioni e più concreti nelle azioni propositive e nel dialogo della negoziazione? Ai posteri, e ai fan di Zerocalcare, l’ardua sentenza…

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di Chiara Volpi - 2 Febbraio 2026