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Guerra e ladri. Ex ministro ucraino arrestato mentre fuggiva in treno: corruzione da 100 milioni di dollari

Energia e tangenti

Guerra e ladri. Ex ministro ucraino arrestato mentre fuggiva in treno: corruzione da 100 milioni di dollari

Esteri - di Leo Malaspina - 16 Febbraio 2026 alle 08:17

Nuovo scandalo corruzione in Ucraina e proprio nel settore più delicato del conflitto con la Russia. L’ex ministro dell’Energia ucraino Herman Galushchenko è stato arrestato questa notte mentre, a bordo di un treno, tentava di fuggire dal Paese. Lo ha annunciato l’autorità ucraina Nabu incaricata di contrastare la corruzione. “Oggi, mentre attraversava il confine di Stato, gli investigatori della Nabu hanno arrestato l’ex ministro dell’Energia nell’ambito del caso ‘Mida’”, ha affermato la Nabu in una nota, riferendosi al gigantesco scandalo di corruzione nel settore energetico del Paese che ha scosso l’Ucraina lo scorso anno. Galushchenko era stato rimosso dal suo incarico lo scorso novembre.

Energia, lo scandalo e l’ex ministro Galushchenko arrestato

Galushchenko era stato ministro dell’Energia dal 2021 al 2025, e poi ministro della Giustizia dal luglio al novembre dello scorso anno, quando si dimise su richiesta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky affermando però di non avere nulla a che fare con il caso Midas. Gli investigatori anticorruzione denunciano un presunto schema di tangenti di dimensioni gigantesche messo in piedi con l’obiettivo di sottrarre fondi a un settore energetico già in ginocchio: una notizia che l’anno scorso provocò enorme scandalo in Ucraina, dove i bombardamenti delle truppe d’invasione russe continuano a martellare le infrastrutture elettriche lasciando migliaia e migliaia di persone al buio e al gelo in pieno inverno mentre il termometro segna temperature glaciali. l centro del caso c’è Energoatom, la società statale per l’energia nucleare che gestisce tre centrali atomiche fornendo all’Ucraina oltre metà del suo fabbisogno di elettricità: secondo gli inquirenti esisteva infatti uno schema di corruzione che prevedeva pressioni sugli appaltatori di Energoatom affinché pagassero tangenti tra il 10 e il 15% dei contratti.

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di Leo Malaspina - 16 Febbraio 2026