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Gratteri, mezzo dietrofront dopo i vergognosi insulti a chi vota Sì. Nordio feroce: “Psico-test anche a fine carriera?”

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Gratteri, mezzo dietrofront dopo i vergognosi insulti a chi vota Sì. Nordio feroce: “Psico-test anche a fine carriera?”

Politica - di Lucio Meo - 12 Febbraio 2026 alle 21:07

Puntuale, a fine serata, dopo polemiche feroci per quelle parole deliranti che colpevolizzano chi vota Sì al referendum sulla giustizia, è arrivato il parziale dietrofront del procuratore di Napoli Nicola Gratteri: è stato equivocato o strumentalizzato… “I miei interventi non possono essere parcellizzati e letti in modo disorganico. Ho detto che a mio parere voteranno Sì  certamente le persone a cui questo sistema conviene, quindi tutti i centri di potere che non vogliono essere controllati dalla magistratura. Non ho detto, come strumentalmente vogliono far credere, che quelli che votano Siì sono tutti appartenenti a centri di potere”, ha dichiarato al ‘Corriere della Sera’ da Gratteri, dopo le polemiche scaturite dalla sua videointervista pubblicata stamane dal ‘Corriere della Calabria‘. Una replica a cui non ha fatto seguire scuse.

Gratteri si sente strumentalizzato, Nordio replica: “Forse servono test psicoattitudinali a fine carriera”

“Sono sconcertato da quello che ho sentito, ma ancora di più da quello che è stato detto dopo. Mi domando se l’esame psico-attitudinale che noi abbiamo proposto per l’inizio della carriera dei magistrati non sia necessario anche per la fine della carriera”, ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a 5 minuti nel confronto televisivo con il presidente del Comitato ‘Società civile per il No nel referendum costituzionale’, Giovanni Bachelet, riferendosi alle dichiarazioni del Procuratore Gratteri.

Ma quali erano state le parole di Gratteri? “Voteranno per il sì indagati, imputati, massoneria deviata e centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”. Un intervento a gamba tesa che ha provocato l’ira della coalizione di governo. Mentre i comitati per il sì preparano una ‘class action’ e il vicepremier Matteo Salvini annuncia di voler denunciare il procuratore, il Csm apre una pratica sulle affermazioni di Gratteri. Iniziativa che si affianca alla segnalazione alla Corte di Cassazione “per valutare l’eventuale sussistenza di profili disciplinari”.

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di Lucio Meo - 12 Febbraio 2026