Il commento
Gratteri è il miglior assist per la vittoria del Sì alla riforma della giustizia. Continui con le sue invettive…
Sarà difficile, difficilissimo vincere questa battaglia. È bene esserne consapevoli. Però se c’è una speranza, sicuramente personaggi come Nicola Gratteri la rendono plausibile. Con le sue sparate costanti, fuori controllo e senza alcun senso logico prima ancora che giuridico, il magistrato conservatore rischia di far guadagnare terreno al Sì in vetta ad ogni sondaggio. “Questa riforma è una vendetta, non ci sarà mai più un’altra Mani Pulite”, dice . Oppure: “Per il Sì voteranno indagati, imputati, e massoneria deviata”.
Buoni contro cattivi
Praticamente siamo al “buoni contro cattivi” espresso nella maniera più infantile e disordinata. Niente a che vedere con la brillante psicologia inversa di Report che denuncia i presunti giudici controllati e vittime che – sottotesto – se dovesse passare la riforma sarebbero ancora più oppressi. O come la censura ad Alessandro Barbero del terribile miliardario Mark Zuckerberg che mosso da chissà quali interessi loschi dovrebbe volere che i magistrati italiani non mantengano più il proprio potere sulla politica – e sulla Nazione – italiana. Qui si raggiunge un livello del puro sfogo tipico del fanciullo capriccioso quando manca il giocattolo. E il giocattolo sono proprio le argomentazioni mancanti.
Del resto, il signor Gratteri tempo fa s’inventò deliberatamente che Giovanni Falcone, all’epoca, si fosse schierato contro una separazione delle carriere tra giudice e pm (ovviamente smentito dai fatti e dalle dichiarazioni vere del magistrato eroe). Quindi non è nuovo a manifestazioni del suo pensiero contro la riforma basate più sugli umori che su una realtà. E anche lui non si è risparmiato nell’usare le figure dei giudici eroi come mezzo per colonizzare l’immagine della magistratura santa e mai non solo corrotta, ma neanche schierata.
La carta della paura
C’è un universo di differenze con chi è sempre contro la riforma, ma almeno prova a ragionare d’astuzia, a lanciare moniti sperando di destare allarmi e preoccupazioni. Come Luciano Violante, il quale getta sul tavolo la carta della paura; secondo la quale distribuire i pesi tra le due figure inquirenti nei processi e ridimensionare il “correntismo” nel Csm potrebbe in qualche maniera perfino incancrenire una guerra, quella tra politica e magistratura, che dura da almeno trent’anni. Poi certo “decide il popolo”, rimarca sempre Violante, e c’è un sotteso e obbligatorio “viva la democrazia”, con la veste della saggezza e della finta imparzialità a condire il tutto, ma sono approcci sicuramente più funzionali di pure urla disordinate e spesso anche male informate. Ecco perché, se continua così, il dottor Gratteri può dare una enorme mano a una svolta storica. Quindi, lo preghiamo vivamente di continuare nelle sue invettive e nei suoi capricci. Potrebbe essere davvero decisivo per le sorti del Sì. Ne abbiamo davvero bisogno.