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Gli amici di Hannoun manifestano pure contro Sanremo: Dalla Rai censura preventiva

Domani in piazza

Gli amici di Hannoun manifestano pure contro Sanremo: Dalla Rai censura preventiva

Nella conferenza stampa della vigilia sono state tante le domande a Carlo Conti su Giorgia Meloni, tanto da sembrare più un incontro politico che un evento canoro. Nessuno però ha chiesto delle accuse dei Pro-Pal

Politica - di Eva De Alessandri - 24 Febbraio 2026 alle 10:24

Mentre la conferenza stampa della vigilia del Festival di Sanremo è tutta incentrata sulla notizia “totalmente inventata”, così come lei stessa l’ha definita, della partecipazione all’Ariston della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, di quello che realmente accade intorno alla kermesse regina della canzone italiana nessuno in sala stampa ne ha parlato. Come ad esempio della protesta dell’Api, associazione vicina a Mohammad Hannoun, amico di molta sinistra e di taluni anche paladino, attualmente detenuto nel carcere di Terni con l’accusa di aver destinato ad Hamas i fondi raccolti con la sua associazione umanitaria a sostegno dei popolo palestinese. I suoi sodali hanno infatti annunciato, così come riportato anche dal quotidiano Il Giornale, una manifestazione domani contro Sanremo perché «per questa Rai è più importante normalizzare l’immagine di uno stato canaglia piuttosto che permettere agli artisti di esprimersi liberamente».

Il pretesto: la dichiarazione di un dirigente sull’Eurovision

A scatenare la protesta sarebbero state le dichiarazioni sul dirigente Rai Claudio Fasulo, accusato di aver detto «che i cantanti saranno interrogati circa la loro intenzione di partecipare o boicottare Eurovision», che si terra a Vienna dal 12 al 16 maggio. In realtà l’intenzione di Fasulo sarebbe quella di capire e non di giudicare o censurare, visto che alcuni come ad esempio Levante hanno già dichiarato la propria indisponibilità ad andare in caso di vittoria al Festival.
Ma il pretesto resta buono per l’Api che dunque domani pomeriggio sarà di fronte alla sede del servizio pubblico di Milano per «un’altra musica» con il Global Movement to Gaza e con il noto gruppo di boicottaggio Bds. «La censura preventiva è diventata un’arma comune in Italia quando si tratta di nascondere i crimini e ripulire l’immagine di Israele», scrivono. Poi un’altra pesante accusa: Anche il cantante Ghali ha subito minacce prima della sua esibizione alla cerimonia di apertura di Milano-Cortina. Noi ci siamo. Non rimarremo inerti di fronte alo snaturamento delle nostre istituzioni culturali in nome dell’ArtWashing di chi commette un genocidio in Palestina».
Insomma la Sanremo mania mobilità i sostenitori e anche i contestatori. Chissà se qualcuno chiederà a Carlo Conti cosa pensa di queste accuse avallate dagli amici di Hannoun e anche da alcuna sinistra.

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di Eva De Alessandri - 24 Febbraio 2026