Promosso dalla Fondazione AIDR
Giustizia e tecnologia: dal Senato il confronto che guarda al post-riforma
Papavangeliu (Osservatorio Giustizia Digitale Aidr): la Corte d’Appello di Reggio Calabria modello nazionale nella digitalizzazione dei fascicoli civili
Un confronto aperto, serio e senza slogan, lontano dalla logica del talk show e orientato alle soluzioni. È questo il filo conduttore del convegno “Tecnologia e riforma della giustizia: l’Italia che innova per i cittadini. Tempi della giustizia, economia e prospettiva europea”, promosso dalla Fondazione AIDR, che si è svolto nella sala Zuccari del Senato della Repubblica, dando ufficialmente avvio a un tour itinerante nazionale dedicato alla tecnologie e alla riforma della giustizia. Al centro del dibattito, il ruolo delle tecnologie come leva strutturale per ridurre tempi e costi della giustizia, rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e rendere il sistema giudiziario più efficiente, trasparente e coerente con gli obiettivi del quadro europeo.
Nel suo intervento, Mauro Nicastri, presidente della Fondazione AIDR, ha ribadito come la vera sfida si giochi nella fase post-riforma, sugli atti attuativi e sulla capacità di adottare un approccio sistematico, non frammentato, alle innovazioni tecnologiche. «La tecnologia non è un fine, ma uno strumento – ha sottolineato – da utilizzare con competenza, responsabilità e visione, per ricostruire fiducia nella magistratura e garantire tempi certi ai cittadini». Nicastri ha inoltre richiamato la proposta avanzata da AIDR già nel 2019 sull’uso di algoritmi a supporto delle nomine al Consiglio Superirore della Magistratura, come esempio di coraggio riformatore orientato a criteri più trasparenti, oggettivi e verificabili.
Kristalia Rachele Papaevangeliu, avvocato e responsabile dell’Osservatorio Giustizia Digitale AIDR, ha ripercorso il lavoro avviato dalla Fondazione sin dal 2017, quando la giustizia digitale non era ancora al centro del dibattito pubblico. Un percorso costruito attraverso il dialogo costante con magistrati, avvocati, accademici e istituzioni, focalizzato su tempi e costi della giustizia e protezione dei dati personali, elementi chiave per la fiducia dei cittadini. Papaevangeliu ha inoltre valorizzato le buone pratiche di digitalizzazione, come l’esperienza della Corte d’Appello di Reggio Calabria, dimostrando come tecnologia, organizzazione e cultura possano incidere concretamente sull’efficienza degli uffici e sul raggiungimento degli obiettivi europei.
Nel corso del convegno, moderato dalla giornalista Mediaset, Ida Molaro, sono intervenuti il senatore Guido Liris che ha richiamato la necessità di un confronto istituzionale continuo e concreto, il componente del consiglio superirore della magistratura, Claudia Eccher, il presidente della corte d’appello di Reggio Calabria, Caterina Chiaravalloti, il professore e avvocato, Nico D’Ascola, il professore e avvocato, Fabrizio Criscuolo, il professore e avvocato, Eugenio Prosperetti e l’avvocato Maddalena Boffoli, affrontando temi cruciali: dall’impatto degli errori giudiziari sull’economia e sulla vita delle persone, ai risarcimenti ex Legge Pinto, dalle criticità del sistema correntizio alla prospettiva dei due CSM come possibile garanzia di maggiore equidistanza tra pubblico ministero, avvocati e giudici, fino al ruolo dell’Unione Europea e all’implementazione responsabile dell’Intelligenza Artificiale nel sistema giustizia.
Il messaggio emerso dal Senato è chiaro: la riforma della giustizia non può prescindere da un uso intelligente della tecnologia e da un dialogo stabile tra istituzioni e professionisti. È da qui che la Fondazione AIDR intende partire, portando il confronto nei territori, per costruire una giustizia più moderna, accessibile e davvero vicina ai cittadini.
Nelle foto dell’agenzia Imago, Kristalia Rachele Papaevangeliu e Mauro Nicastri.