Il volantino pietoso
“Fuori Menia dalla scuola”, a Catania antifa’ e professori contestano il convegno sulle foibe
Hanno provato nuovamente a boicottare l’ultima del senatore di Fratelli d’Italia Roberto Menia, che stavolta a Catania ha tenuto una conferenza per raccontare la tragedia delle foibe e l’esodo della popolazione italiana dalle terre istriane, dalmate e giuliane. L’incontro si è tenuto al liceo Galileo Galilei, su iniziativa della consulta studentesca, in un’atmosfera che però è stata caratterizzata dalla tensione. Proprio così, perché nell’istituto sono stati diffusi volantini con su scritto: «Fuori i fascisti dalle scuole. Via il senatore Menia dal Galilei! No alla propagande e strumentalizzazione. Galilei antifa’!».
E questi sarebbero i sinceri democratici sempre aperti al confronto e alla memoria storica? Per l’ennesima volta l’estrema sinistra ha dimostrato di non saper fare i conti col passato, dimostrandosi per giunta anti-italiana. Perché quello perpetrato dal generale comunista Josip Broz Tito è stato un vero e proprio genocidio. Alla fine l’evento si è tenuto ugualmente, nonostante i volantini che ripetono a pappagallo certi slogan ormai privi di senso.
“Fuori Menia dalla scuola”, professori e antifa contro la conferenza sulle foibe a Catania
A mostrare vicinanza a Menia è stato il senatore Salvo Pogliese, che in una nota ha sottolineato tutta la sua indignazione per quanto accaduto: «Siamo di fronte a un fatto gravissimo, che lascia basiti e che offende non solo la memoria di milioni di italiani, ma l’intera comunità catanese e nazionale. Assistere alla contestazione demagogica di una docente e al ritrovamento di un volantino vergognoso che invitava il senatore Menia, figlio di esuli, ad andare via durante un dibattito sulle Foibe è inaccettabile». Persino una professoressa si è opposta all’incontro culturale, così come altri suoi colleghi che hanno deciso di disertare con le rispettive classi. Una scelta che lascia attoniti, visto che il ruolo della scuola sarebbe quello di educare i giovani al rispetto e allo studio di ogni avvenimento.
«I volantini intrisi d’odio contro i partecipanti – ha proseguito Pogliese – sono l’emblema di un furore ideologico che pretende ancora di cancellare pagine di storia. Per troppo tempo le sofferenze degli italiani giuliano-dalmati, infoibati o costretti a lasciare le loro terre, sono state rimosse dai libri di scuola». Eppure, «oggi, grazie alla legge che istituisce il Giorno del Ricordo, possiamo fare luce su quella tragedia. Ma evidentemente i nipotini e gli ammiratori di Tito questa verità non vogliono sentirla».
Pogliese, FdI: «La scuola dovrebbe essere il luogo della formazione critica, non della censura»
Il senatore Pogliese ha poi espresso la sua preoccupazione per l’accaduto, sottolineando che «la scuola dovrebbe essere il luogo della formazione critica, non della censura. Impedire agli studenti di ascoltare testimonianze dirette come quelle di Viviana Dalmas, italiana di Spalato, significa privarli della possibilità di comprendere la complessità della storia. Significa negare loro la verità». Ancora più grave è il motivo con cui qualcuno ha giustificato la propria indisponibilità: «Peraltro l’assenza sarebbe stata giustificata dal fatto che non vi fosse un contraddittorio! Non si trattava di un dibattito sul referendum ma su verità storiche conclamate». Ma è ormai chiaro che l’estrema sinistra è dura di comprendonio.
Infine, l’esponente di FdI ha offerto il proprio sostegno ai presenti che hanno dovuto assistere alle scenate riduzioniste: «Ai relatori va la mia più convinta solidarietà e ringrazio il preside Emanuele Rapisarda e tutti i partecipanti per aver portato avanti un momento di altissima levatura civile nonostante il clima avvelenato. A chi oggi ha cercato di trasformare una commemorazione in uno scontro ideologico dico: non ci riuscirete».