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Due manifestazioni del Collettivo Nemesis. Foto dal sito del Collettivo

I fatti di Lione

Francia, chi sono le ragazze del Collettivo Nemesis e perché gli antifascisti le odiano tanto da arrivare a uccidere

Nemesis è un collettivo femminile identitario che si batte perché la difesa delle donne non sia subordinata ai diktat ideologici della sinistra: è tutto ciò che il mainstream teme e che certa politica vorrebbe cancellare

Politica - di Annamaria Gravino - 14 Febbraio 2026 alle 15:43

Non era Quentin D. l’obiettivo della bestiale aggressione antifascista che lo ha ridotto, a 23 anni, in una condizione di morte cerebrale. L’obiettivo erano cinque ragazze del Collettivo femminile Nemesis, che Quentin ha cercato di difendere, ritrovandosi accerchiato e picchiato a morte da un gruppo di antifascisti impegnati in una manifestazione de La France Insoumise.

Chi sono le ragazze del Collettivo Nemesis

Le ragazze erano lì per manifestare il proprio dissenso rispetto alle posizioni del partito della sinistra radicale francese e per rivendicare che le posizioni immigrazioniste, pro gender, di difesa della condanna della violenza solo se non disturba i diktat ideologici sono quanto di più lontano da politiche realmente votate alla difesa delle donne.

È su queste basi – come ribellione alle pulsioni woke, antioccidentali e transfemministe che annullano tutte le differenze, a discapito prima di tutto delle donne – che nell’ottobre 2019 nasce il Collettivo Nemesis, «su iniziativa di un gruppo di amiche, stanche di sentire gli inganni dei cosiddetti movimenti femministi che dovrebbero rappresentarle e che invece preferiscono promuovere un’ideologia di sinistra a scapito delle donne», si legge sul sito.

Tre direttrici a difesa delle donne occidentali

Al centro della lotta di Nemesis c’è la difesa delle donne occidentali, seguendo tre direttrici principali: «Denunciare ogni violenza contro le donne, sia nella vita quotidiana, sul posto di lavoro o per strada»; «denunciare il pericoloso impatto dell’immigrazione di massa sulle donne occidentali affinché questo argomento diventi oggetto di dibattito pubblico»; «promuovere la civiltà europea, non come quella che ha ridotto le donne al ruolo di oggetto, ma come la culla della loro prosperità».

Una piattaforma che dalla Francia parla all’Europa

​Benché chiaramente di ispirazione identitaria, Nemesis ha riunito intorno alla propria piattaforma ragazze e donne di diversi background, non solo in Francia, ma anche in altri Paesi europei, dall’Italia alla Germania, fino al Regno Unito. «Sebbene sia difficile creare filiali all’estero, alcune donne hanno ascoltato il nostro grido di battaglia e hanno fondato un proprio movimento, adottando il nostro punto di vista e i nostri valori», si legge ancora sul sito del Collettivo Nemesis, molto attivo anche sui social (oltre che con il canale “centrale” francese, anche con i canali nazionali e delle singole attiviste).

Perché certa sinistra e antifascisti odiano Nemesis

Da quando è nato, il Collettivo Nemesis è sempre stato presente sui temi di difesa delle donne e negli ultimi anni è riuscito a ritagliarsi spazi sempre maggiori anche nelle piazze garantendo rappresentanza a temi e casi troppo spesso taciuti per ragioni ideologiche: le ragazze di Nemesis si battono contro l’omertà intorno ai casi di violenza commessi da stranieri, che è particolarmente diffusa e radicata in Francia; affrontano l’argomento tabù della sottomissione delle donne nel mondo islamico e nelle sacche islamiche in Occidente, avvertendo sul rischio che si espanda nelle nostre società; rivendicano la libertà e la necessità di affrontare questi argomenti che il mainstream considera scomodi e che sono invece oggi imprescindibili in qualsiasi piattaforma di lotta femminile che metta davvero al centro le donne.

Le ragazze di Nemesis sono, insomma, tutto quello che certa sinistra e gli antifascisti vorrebbero cancellare dalla nostra coscienza collettiva. Anche a costo di ammazzare di botte un 23enne che, invece, voleva difenderle.

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di Annamaria Gravino - 14 Febbraio 2026