Il caso
Foibe, alle Biblioteche di Roma il ricordo è tutto a sinistra. FdI: «Visione faziosa»
In occasione del Giorno del Ricordo è stata promossa la presentazione del libro del deputato Pd, Gianni Cuperlo,"La frontiera ferita. Guerre, fascismo, foibe, esodo" con Christian Raimo come relatore. Il centrodestra chiede chiarimenti a Gualtieri
Il circuito delle Biblioteche di Roma ha deciso di promuovere come evento per il Giorno del Ricordo la presentazione del libro del deputato Pd, Gianni Cuperlo, La frontiera ferita. Guerre, fascismo, foibe, esodo con l’introduzione dello storico Guido Crainz e l’intervento di Christian Raimo, entrambi sostenitori della tesi secondo cui la memoria delle foibe sarebbe oggetto di propaganda da parte di “sovranisti” e “nazionalisti”. «Si tratta di relatori che, per impostazione culturale e per posizioni pubblicamente espresse nel tempo, rappresentano una visione del tutto faziosa rispetto al tema delle Foibe e dell’esodo», ha commentato il consigliere comunale di Roma, Federico Rocca di FdI, chiedendo un chiarimento al sindaco Roberto Gualtieri. L’incontro è previsto per il 16 febbraio, presso la Casa della memoria e della storia.
La scelta discutibile di Biblioteche di Roma per il Giorno del Ricordo
«Il Giorno del Ricordo – ha ricordato Rocca – non è un appuntamento culturale come gli altri, ma una solennità civile istituita dallo Stato per commemorare le vittime delle Foibe e l’esodo giuliano-dalmata. È memoria nazionale, è dolore condiviso, ed è per questo che l’equilibrio delle voci non è un dettaglio ma una responsabilità istituzionale». L’esponente di FdI ha sottolineato che «è legittimo promuovere dibattiti e confronti storiografici anche critici. Ma quando un evento è finanziato con risorse pubbliche e inserito nel programma ufficiale di una ricorrenza nazionale, l’assenza di pluralismo e il mancato coinvolgimento delle associazioni degli esuli e dei familiari delle vittime rappresentano una grave mancanza di rispetto».
Rocca: «Gualtieri chiarisca i criteri adottati»
«Colpisce – ha proseguito Rocca – come, per gli organizzatori, a nulla siano valse le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che più volte ha richiamato tutti al dovere di una memoria condivisa rispettosa e non divisiva. Ignorare questo richiamo significa tradire lo spirito stesso del Giorno del Ricordo. La memoria non può diventare terreno di contrapposizione ideologica né essere piegata a letture unilaterali. Le istituzioni hanno il dovere di garantire pluralismo, equilibrio e rispetto verso una tragedia che ha segnato profondamente la storia della Repubblica». «Per questo chiedo chiarimenti al sindaco Gualtieri sui criteri adottati nella scelta dei relatori e nell’organizzazione dell’evento. Il Giorno del Ricordo merita rispetto, non mistificazioni. Diversamente – ha concluso Rocca – siamo di fronte a una scelta profondamente sbagliata che molti cittadini vivono come un’offesa alla memoria delle vittime».
Santori: «Ricordare significa rendere giustizia, non riscrivere la storia da una sola parte»
Sul caso è intervenuto anche il capogruppo della Lega in Campidoglio, Fabrizio Santori, che ha presentato un’interrogazione urgente a Gualtieri «per fare piena luce sull’evento». «La memoria delle vittime delle foibe non è negoziabile né strumentalizzabile. Ricordare significa rendere giustizia, non riscrivere la storia da una sola parte. Una ricorrenza civile merita rispetto, equilibrio e verità, non letture ideologiche e unilaterali. Non faremo passi indietro: l’evento deve essere annullato», ha detto Santori. «È inaccettabile – ha aggiunto – che uno spazio comunale finanziato con risorse pubbliche sia utilizzato per un’iniziativa che molti hanno percepito come una riscrittura parziale della tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Il Giorno del Ricordo non è un giorno qualunque: è una solennità civile della Repubblica e non può diventare terreno di scontro politico o di mistificazione storica».
L’interrogazione urgente al sindaco
Anche Santori, quindi, come Rocca, ha chiesto al sindaco chiarimenti sui criteri adottati per l’organizzazione dell’evento e «perché non siano state coinvolte le associazioni degli esuli e se non ritenga necessario applicare quelle stesse regole imposte dalla giunta per le sale capitoline per evitare che luoghi istituzionali siano utilizzati per iniziative divisive, soprattutto in date così simboliche». «Il sindaco – ha ricordato Santori in conclusione – modificò infatti il regolamento addirittura per vietare un convegno sui vaccini e un evento per la famiglia contro le teorie gender».