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Scontri a Torino, FdI inchioda sinistra e magistratura

O con lo stato o coi martelli

FdI inchioda la sinistra. L’appello a magistratura e politici dem: “Indagate i teppisti rossi per tentato omicidio”

Bignami, Malan puntano l'indice: mentre le opposizioni balbettano, il governo accelera sul Decreto Sicurezza per blindare le divise contro la guerriglia anarchica. I capigruppo di FdI a Camera e Senato chiedono che Piantedosi riferisca in Parlamento. Mollicone a Schlein: "Violenti"? Sono comunisti che vi votano per la tutela delle occupazioni

Politica - di Martino Della Costa - 1 Febbraio 2026 alle 12:42

Torino non è stata un incidente, ma un segnale. All’indomani della guerriglia urbana e degli scontri che hanno trasformato la città in un campo di battaglia, il solco tra il Governo e le opposizioni si fa incolmabile. Da una parte, la fermezza di chi chiede tutele per gli agenti aggrediti; dall’altra, l’ambiguità di un centrosinistra che condanna a parole ma sfila fianco a fianco con chi, quel sangue, lo ha versato.

Scontri a Torino: il day after dalla piazza di sangue alle aule della politica

«Tentato omicidio, non semplici violenze» La reazione di Fratelli d’Italia è immediata e durissima. I capigruppo di Camera e Senato, Galeazzo Bignami e Lucio Malan, hanno chiesto ufficialmente che il ministro Piantedosi riferisca d’urgenza in Parlamento. La linea è netta: basta derubricare il massacro di Alessandro Calista a “disordini”. «Chi accerchia un uomo a terra e lo colpisce ripetutamente con un martello sta tentando di uccidere», denunciano gli esponenti di FdI, chiedendo che la magistratura proceda per tentato omicidio. Un monito rivolto anche a quelle toghe troppo spesso “tolleranti” verso i professionisti del disordine. Ma procediamo con ordine e vediamo cosa dice nel dettaglio la richiesta dei due capigruppo di Fratelli d’Italia alla Camera e al Senato.

Guerriglia e scontri a Torino, Bignami-Malan (FdI) chiedono che Piantedosi riferisca in Aula

«Il giorno dopo la guerra urbana scatenata dai teppisti rossi, che ha portato alla devastazione della città di Torino, rimangono nella mente le immagini del poliziotto a terra, accerchiato da una decina di violenti che si scagliano con ferocia contro di lui, addirittura brandendo un martello e colpendolo più volte. Quelle immagini sono simbolo, ma anche monito, di una situazione non più tollerabile. Per questo, abbiamo chiesto ai presidenti di Camera e Senato che il ministro Piantedosi venga a riferire al più presto, se possibile già martedì, su quanto è accaduto nel capoluogo piemontese».

E ancora, prosegue la dichiarazione congiunta di Bignami e Malan: «Fratelli d’Italia è da sempre al fianco delle Forze dell’Ordine, che oggi più che mai vanno difese, tutelate e ringraziate per quanto fanno quotidianamente. Purtroppo dobbiamo rilevare che tanto a sinistra quanto in una parte della magistratura ci siano troppo spesso atteggiamenti ambigui». Quindi proseguono: «Non possiamo tacere sulla presenza di Avs al corteo ieri, così come di troppe decisioni dei giudici tolleranti verso i criminali assicurati dalle nostre donne e i nostri uomini in divisa alla giustizia. Per questo, Fratelli d’Italia è al lavoro per dare maggiori strumenti alle nostre Forze dell’Ordine e per rafforzare la sicurezza delle città e degli stessi italiani».

Scontri a Torino, «gli aggressori dei poliziotti siano indagati per tentato omicidio»

Infine, la richiesta: «Chiediamo a chi finora è stato nell’ambiguità di uscirne, nell’ambito della sinistra ma anche della magistratura. Ci auguriamo che dopo le scene di ieri, non solo i responsabili siano puniti in maniera esemplare, ma soprattutto che coloro che hanno aggredito il poliziotto siano indagati per tentato omicidio, non per generiche violenze. Il tempo dei distinguo è ormai finito. È quello delle scelte: o con lo Stato o con i violenti», concludono Galeazzo Bignami e Lucio Malan senza perifrasi o equivoci di sorta.

Mollicone a Schlein: “Violenti”? Sono comunisti che vi votano per la tutela delle occupazioni

Non solo. Perché altrettanto graffiante è l’attacco mosso da Federico Mollicone (FdI), che smaschera il legame ombelicale tra la sinistra parlamentare e la galassia antagonista. E che, rivolgendosi direttamente a Elly Schlein, è tranchant: «Non sono “violenti”. Sono comunisti che votano le vostre liste in cambio di tutela su centinaia di spazi pubblici e privati occupati abusivamente», tuona l’esponente di FdI, in risposta alle dichiarazioni sul bagno di sangue di ieri a Torino della segretaria Pd e nell’esprimere solidarietà alle forze dell’ordine.

Scontri a Torino, solidarietà agli agenti: «Basta con la loro incriminazione automatica»

Poi prosegue: «Forze dell’ordine alle quali va anche l’impegno delle istituzioni a modificare le norme al fine di garantirne la tutela e l’integrità, come sarà già nei prossimi provvedimenti del governo. Chiediamo all’autorità giudiziaria di attivarsi immediatamente di fronte a questi atti criminali. La sinistra parlamentare difende e giustifica, da Torino a Roma fino a Palermo, i violenti, come negli anni ’70 – aggiunge e sottolinea Mollicone –. Se parlamentari di centrosinistra occupano la sala stampa della Camera e impediscono a un parlamentare di parlare, è ovvio che gli estremisti di sinistra, per il “gradualismo rivoluzionario”, devono prendere a martellate i poliziotti», conclude con una iperbole l’esponente FdI.

Quindi chiosa: «Nel nuovo decreto sicurezza auspichiamo che sia introdotto il principio che la difesa è sempre legittima per Forze dell’ordine e cittadini. Basta all’incriminazione automatica delle Forze dell’ordine».

Sfida politica e piano legislativo

La sfida politica si sposta ora sul piano legislativo. Il Governo accelera sul Nuovo Decreto Sicurezza, con l’obiettivo di introdurre norme che garantiscero l’integrità e la tutela giuridica degli operatori. La proposta è chiara: introdurre il principio della legittima difesa per le Forze dell’Ordine, ponendo fine alla stagione delle “incriminazioni automatiche” che paralizzano chi deve difendere i cittadini.

Mentre la sinistra si arrocca dietro i soliti distinguo tra “diritto al dissenso” e “frange violente”, il centrodestra serra i ranghi. Il tempo dell’ambiguità è finito: o si sta con chi garantisce la legalità o si è complici morali di chi usa il martello come strumento politico. Lo Stato ha scelto. La sinistra ancora no.

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di Martino Della Costa - 1 Febbraio 2026