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FdI al rush finale sul referendum: no alla politicizzazione, lotta alle fake news, coinvolgere esponenti di sinistra per il Sì

Gli impegni "pancia a terra"

FdI al rush finale sul referendum: no alla politicizzazione, lotta alle fake news, coinvolgere esponenti di sinistra per il Sì

Una risposta di responsabilità al clima incandescente innescato dal fronte del No. Donzelli: "FdI sarà impegnato con tutti i nostri dirigenti pancia a terra per spiegare i motivi della riforma ed entrare nel merito: perché è la strada migliore". Arianna Meloni: "Ci mobiliteremo"

Politica - di Federica Argento - 14 Febbraio 2026 alle 16:07

La Direzione nazionale di Fratelli d’Italia dà un risposta netta e responsabile al clima incandescente determinato dalle parole inaccettabili del procuratore di Napoli Gratteri che hanno fatto deflagrare le polemiche – già elevate- in questi giorni di fuoco. Alla politicizzazione estrema della campagna referendaria che sta operando il fronte del No il partito guidato da Giorgia Meloni con tutti suoi iscritti propone la riflessione sul merito e la diffusione di una comunicazione corretta, chiara e trasparente sui contenuti dei quesiti referendari.

Donzelli: “Ok all’odg: no alla politicizzazione dello scontro”

Lo ha fatto approvando “all’unanimità un ordine del giorno sul tema del referendum sulla giustizia in cui il partito rimarca che non politicizzeremo il confronto. Anche per dare la possibilità a tutti coloro – e sono tanti anche di sinistra-  di sostenere con serenità le giuste motivazioni al si al referendum: e quindi non sarà una sfida destra contro sinistra”. Sono le parole di Giovanni Donzelli, responsabile dell’organizzazione di Fdi, che al termine della Direzione nazionale del partito lancia una mobilitazione capilalre sui temi sui quali i cittadini saranno chiamati ad esprimersi il 21 e il 22 marzo. “Anche FdI sarà impegnato come partito con tutti i nostri dirigenti pancia a terra per spiegare i motivi della riforma ed entrare nel merito: perché è la strada migliore”.

Referendum, Arianna Meloni: “Ci mobiliteremo”

“Saremo tra la gente”, lancia la carica Arianna Meloni. L’impegno è quello di “attivare ad ogni livello le strutture del movimento al fine di consentire la massima e più efficiente comunicazione al corpo elettorale dei contenuti della riforma. Senza alcuna politicizzazione della campagna referendaria. Coinvolgendo quindi tutti quelli che sostengono la riforma pur avendo una formazione culturale e politica lontana dalla nostra e dichiaratamente di sinistra”.

 FdI, contrastare fake news, coinvolgere esponenti sinistra per il Sì

L’impegno è quello di evidenziare in particolare i temi – chiavi della riforma: la separazione delle carriere, la riforma del Csm e l’istituzione dell’Alta Corte disciplinare – si legge nel documento -. E soprattutto l’impegno a “contrastare a livello formativo e informativo i ripetuti tentativi di diffusione di fake news che numerosi sostenitori del no alla riforma stanno promuovendo”.

“Ci mobiliteremo…”. Risponde così Arianna Meloni al termine della direzione nazionale del partito. Il capo della segreteria politica di Fdi taglia corto a chi le domanda dell’esposizione dei leader a favore del voto. La premier ci metterà la faccia?, le chiedono insistentemente? Domanda paradossale: “Mi pare che Giorgia Meloni su questo abbia parlato ampiamente”.  Incalza Donzelli: “Anche noi saremo impegnati come partito sui territori, con tutti i dirigenti. Organizzeremo eventi in tutte le realtà d’Italia, in tutte le regioni e in tutte le province, per illustrare le ragioni della riforma”. Quanto al ruolo della presidente del Consiglio nella campagna referendaria, Donzelli ha aggiunto: “Giorgia Meloni la faccia ce la mette su tutto, ha parlato della riforma della giustizia anche alla conferenza di inizio anno e non si è mai nascosta”. “Noi vogliamo vincere, ma Giorgia Meloni non ha mai legato il futuro del governo al referendum: il giudizio lo daranno gli italiani nel 2027”.

Bignami, rimonta del si’? Non ci risulta, FdI in campo senza ansie

I sondaggi? Niente ansia. “Non abbiamo evidenze di rimonte- risponde Donzelli a chi chiede conto della marcia di avvicinamento del fronte del no nei sondaggi-.  Siamo consapevoli del fatto che è bene che gli italiani vadano a votare”. Prima di tutto la mobilitazione degli italiani alle urne. Sono le partole del capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami. A chi gli chiedeva se FdI debba fare un cambio di passo ed esporsi di più sulla consultazione di marzo, Bignami ha risposto: “In politica i tempi sono importanti, noi abbiamo un’azione di governo e parlamentare da condurre, vi sono tante cose da fare. Per il referendum mancano diverse settimane: credo sia utile informarsi e attivarsi ma neanche farsi prendere dall’ansia”.

Nelle premesse dell’ordine del giorno approvato si sottolinea che “la riforma della Giustizia era uno degli impegni assunti con il programma elettorale del centrodestra. E “nonostante i tentativi condotti dall’opposizione inquinare il dibattito con argomenti di natura strumentale”, si ritiene “necessario mantenere l’impegno nel merito della riforma che costituisce un evidente passo in avanti per il nostro sistema giudiziario; dandosi altresì piena attuazione all’art. 111 Costituzione ed alla terzietà e imparzialità del Giudice dinanzi alle parti”.

L’ordine del giorno approvato in direzione nazionale

Sempre nelle premesse Fdi sottolinea che “nonostante i molti esponenti dichiaratamente di sinistra a favore del referendum, la campagna elettorale per il NO portata avanti dai partiti dell’opposizione sta cercando di far passare il messaggio che la politica vorrebbe controllare la Magistratura, quando in realtà la riforma prevede esattamente l’opposto: superando l’elezione dei componenti del CSM libereremo la Magistratura dal controllo della politica e i magistrati dal gioco della degenerazione delle correnti”. Nell’odg si sottolineano la “significativa portata” dell’introduzione dell’Alta Corte disciplinare: “organismo di giurisdizione disciplinare utile ad introdurre un ‘giudice terzo’ anche per la valutazione delle condotte disciplinarmente rilevanti poste in essere dagli appartenenti alla Magistratura”; e “le rilevanti ricadute positive della riforma della Giustizia per la sicurezza e per l’economia”. “L’estrema politicizzazione del referendum da parte della sinistra, oltre ad inquinare il dibattito è strumentale a nascondere le profonde lacerazioni interne sul tema e a tentare vanamente di comprimere la libera espressione del voto a sinistra”.

In sala c’è lo stato maggiore del partito. Assente giustificata (è in Africa) la leader Giorgia Meloni. A dettare la linea del partito sono Arianna Meloni e Donzelli. Presenti in platea anche tanti ministri, dal titolare del Mimit, Adolfo Urso, a quello dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, al titolare per gli Affari Europei, Tommaso Foti. E anche Andrea Abodi (Sport), e quelli considerati in quota Fdi, come Marina Elvira Calderone (Lavoro) e Orazio Schillaci (Sanità). Lucio Malan, presidente a Palazzo Madama, alla testa di tanti senatori è tra i primi ad arrivare, mentre a riunione finita giunge trafelato il capogruppo della Camera, Galeazzo Bignami, causa ritardo del treno, dovuto agli ultimi sabotaggi.

“Il monte Fato e la responsabilità dell’anello”…

Il dibattito si incentra sulla campagna referendaria. La sorella della premier, Arianna Meloni, rivendica l’impegno per il referendum come una battaglia a favore degli italiani: “La riforma, la vittoria al referendum non riguarda Fratelli d’Italia, ma è interesse della nazione”, sarebbero state le sue parole. Il suo intervento, viene riportato, fa scattare l’applauso più grande quando cita la sorella premier: “che oggi anche tutti i potenti di Europa vedono come riferimento”. Un omaggio che è anche un monito all’impegno che Arianna Meloni rivolge a tutti, partendo dal racconto del Signore degli anelli. Citando “il monte Fato, la responsabilità dell’anello” legandolo al nostro bisogno di “essere radicati sul territorio”. Uscendo poi dalla sede della convention, a fine lavori, Meloni accerchiata dai cronisti si limita a confermare l’impegno diretto del partito: “Ci mobilitiamo…”.

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di Federica Argento - 14 Febbraio 2026