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Cresce il nostro appeal

Export a gonfie vele, Meloni rilancia: “Il governo è impegnato a valorizzare sempre più il Made in Italy”

La presidente del Consiglio ricorda i forti investimenti del governo per sostenere le nostre imprese che esportano

Politica - di Paolo Desideri - 26 Febbraio 2026 alle 16:26

“L’Italia ha un’economia solida e un sistema industriale e manifatturiero di prim’ordine, in grado di integrarsi con chi vuole avviare un’attività in Italia. La nostra Nazione è universalmente riconosciuta come la Patria del bello, del ben fatto e della creatività. L’export è uno dei nostri asset e il Made in Italy è apprezzato e amato in tutto il mondo. Questi sono i nostri principali punti di forza, e il Governo sta lavorando per valorizzarli e per favorire chi vuole fare impresa in Italia”. Così la premier Giorgia Meloni, nel messaggio di saluti inviato all’Italian Investment Council, promosso da Remind.

“I programmi di investimento all’estero”

“Ne è un esempio- ha aggiunto la Premier- la norma che questo Governo ha voluto e che riguarda i grandi programmi di investimento esteri in Italia, dal valore complessivo non inferiore ad un miliardo di euro, che prevede un procedimento unico di autorizzazione e la nomina di un commissario straordinario. Misure che semplificano enormemente le procedure, perché indicano a chi vuole investire in Italia un unico interlocutore a cui possono rivolgersi e con cui parlare, anche a garanzia di tempi rapidi e certi”, ha proseguito Meloni.

I dati esposti da Sace

Nel 2025, il volume degli scambi internazionali di beni è aumentato a un ritmo sorprendente, vicino al 5%, e nel triennio di previsione 2026-28 è previsto avanzare del +2,3% in media, in linea con il tasso di crescita registrato nel periodo 2022-24. È quanto emerge dalla Mappa dell’export 2026, presentata oggi da Sace, export Credit Agency partecipata dal ministero dell’Economia e delle Finanze, che traccia le vie di crescita delle imprese che esportano e investono nel mondo.

“In un contesto internazionale segnato da shock geopolitici ricorrenti, frammentazione e uso sempre più strategico del commercio come leva di competizione economica, la conoscenza dei mercati è indispensabile per orientare le strategie di crescita delle imprese”, sottolinea il capo economista di Sace, Alessandro Terzulli.

I rischi dell’export

“Uno dei rischi più importanti, quando si va sui mercati esteri, in particolar modo quando si esporta è il rischio di credito, ossia il rischio di mancato pagamento”, sottolinea Terzulli.  Dalla Mappa, spiega Sace “si evidenzia una sostanziale stabilità dei livelli medi di rischio di credito, pur con un’elevata eterogeneità tra aree geografiche e paesi: i punteggi restano invariati in 93 mercati (che pesano per il 24% dell’export italiano); diminuiscono in 63 (pari al 35% dell’export); e aumentano nei restanti 38 (pari al 41% dell’export)

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di Paolo Desideri - 26 Febbraio 2026