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Danilo Restivo e le sue vittime accertate

L'ombra del serial killer

Elisa Claps, il sospetto del fratello sul terzo omicidio di Danilo Restivo: 3 vittime uccise a coltellate e quella strana ricorrenza del 12…

Cronaca - di Greta Paolucci - 20 Febbraio 2026 alle 20:44

Il male ha spesso una sua macabra punteggiatura, una firma che si ripete identica a se stessa, sfidando il caso. Per Gildo Claps, fratello di Elisa, quella firma ha un nome e un cognome: Danilo Restivo. Intanto però, la giustizia britannica procede a rilento, tra dubbi e sospetti: ma la Bbc riaccende i riflettori sull’omicidio di Jong-Ok Shin, la studentessa sudcoreana uccisa a Bournemouth nel 2002: e il sospetto che l’assassino di Potenza abbia colpito ancora una volta si fa atroce certezza…

L’ombra del serial killer su Danilo Restivo: la sinistra ritualità del numero 12

Non è solo una suggestione da cronaca nera, ma una sequenza di date che gela il sangue. Elisa Claps fu uccisa il 12 settembre 1992. Heather Barnett il 12 novembre 2002. E “Oki” — così chiamavano Jong-Ok Shin — fu trucidata a coltellate il 12 luglio 2002, sempre a Bournemouth, la città inglese dove Restivo si era rifugiato per rifarsi una vita, portando evidentemente con sé i suoi istinti predatori.

«Sono convinto che Restivo sia dietro questo omicidio, ne sono certo per le modalità. Ed è evidente che Benguit non sia colpevole», ha dichiarato Gildo Claps all’Adnkronos – fratello di Elisa, la ragazza di Potenza uccisa il 12 settembre del 1992, dopo la risonanza del servizio giornalistico della Bbc. Un’inchiesta mediatica che sostiene la tesi di un presunto coinvolgimento di Danilo Restivo anche per il femminicidio della studentessa sudcoreana –. La firma è la stessa: l’uso del coltello. La violenza brutale. E la ritualità del calendario». Eppure, per la giustizia britannica, il colpevole è un altro: proprio quell’Omar Benguit di cui parla Gildo, e condannato all’ergastolo nonostante si professi innocente da oltre vent’anni.

L’ostinazione delle corti e il dubbio della revisione

Sì, perché nonostante le ritrattazioni dei testimoni. E malgrado e l’assenza di elementi solidi contro Benguit, le corti d’appello inglesi continuano a respingere la revisione del processo. Non solo. Restivo, all’epoca, fu scagionato solo grazie all’alibi fornito dalla compagna. Ma la storia di Elisa Claps ci ha insegnato quanto l’assassino di Potenza possa essere abile nel tessere reti di silenzi e coperture, anche negli ambienti più insospettabili.

Danilo Restivo, non solo Elisa Claps: una battaglia per la verità

«Elementi e prove parlavano chiaro sin dall’inizio», incalza allora Gildo Claps, che per decenni ha combattuto contro i depistaggi e le nebbie della Santissima Trinità a Potenza. La sensazione è che, ancora una volta, ci si trovi di fronte a un errore giudiziario figlio della fretta di chiudere un caso scomodo. Ignorando la scia di sangue lasciata da un serial killer che aveva eletto il 12 come giorno del sacrificio. Così, come la verità su Elisa ha impiegato quasi vent’anni per uscire dal sottotetto di una chiesa. Quella sulla povera Oki sembra ancora prigioniera dell’ostinatezza di un sistema che non vuole ammettere di aver sbagliato bersaglio.

Tutte e tre le vittime sono state uccise a colpi di coltello

Eppure, per la morte della studentessa è in carcere Omar Benguit, che si è sempre dichiarato innocente. Restivo è stato condannato dalla giustizia italiana per aver ucciso Elisa Claps. E  dalla giustizia inglese per l’omicidio della sarta Heather Barnett, a Bournemouth, il 12 novembre 2002, due mesi dopo la tragica fine di Jong-Ok Shin. In quell’anno Restivo viveva nella città costiera a sud dell’Inghilterra. Le vicende di Elisa Claps e di Heather Barnett si sono intrecciate in modo molto stretto perché Restivo venne arrestato dalla polizia del Dorset nel 2010, pochi mesi dopo il ritrovamento dei resti di Elisa Claps nel sottotetto della Santissima Trinità a Potenza.

Quella strana ricorrenza della data del 12…

Ma sul caso della povera Oki, «di elementi nuovi non ce ne sono – ha aggiunto Gildo Claps –. Sono fatti risaputi. Ma Benguit non c’entra. Anche i testimoni hanno ritrattato. Prove ed elementi sin dall’inizio parlavano chiaro. E poi c’è la sinistra ricorrenza del 12. Può sembrare una suggestione, ma c’è una ritualità, il 12 venne uccisa Elisa. Il 12 Heather Barnett. E il 12 anche la studentessa sud-coreana».

Danilo Restino, un enigma tutto ancora da decifrare

Tutte e tre le vittime sono state uccise a colpi di coltello. Per il caso di Jong-Ok Shin, Omar Benguit è stato condannato all’ergastolo e non ha ottenuto la revisione del processo. La vicenda è stata riproposta nei servizi giornalistici della Bbc, ma non ci sono attività giudiziarie in corso. Le corti d’appello hanno respinto le richieste di revisione. Eppure, per questo delitto Restivo venne inizialmente sospettato. Ma poi uscì dalle indagini. Scagionato dalla compagna con cui conviveva. E l’ombra del sospetto si allarga sempre di più…

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di Greta Paolucci - 20 Febbraio 2026