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Del Vecchio, 31 anni e un’idea scomoda: creare lavoro in un’Italia che vuole crescere. Il coraggio non va attaccato…

Il rampollo di Luxottica

Del Vecchio, 31 anni e un’idea scomoda: creare lavoro in un’Italia che vuole crescere. Il coraggio non va attaccato…

Politica - di Mauro Nicastri* - 2 Febbraio 2026 alle 13:26

In un Paese che da anni si interroga su come trattenere talenti e capitali, fa notizia — e dovrebbe far riflettere — la scelta di un giovane imprenditore di investire in Italia invece di portare altrove risorse e opportunità. Leonardo Maria Del Vecchio ha 31 anni, un’eredità importante e una decisione tutt’altro che scontata: trasformare un patrimonio enorme in iniziative produttive capaci di creare lavoro. Eppure, invece di un confronto serio sul merito di queste scelte, assistiamo a un attacco carico di spocchia e pregiudizio da parte di alcuni noti commentatori, come Giannini e Scanzi. Il bersaglio non è solo una persona, ma un’idea: quella che fare impresa, oggi, non debba essere un atto sospetto.

Tra le iniziative più criticate c’è la nascita di una media company con un modello organizzativo innovativo. Un progetto che prova a dare ossigeno a un settore, quello dell’informazione tradizionale, in crisi non solo per la rivoluzione digitale, ma anche per una crescente uniformità di voci. Parlare di pluralismo dovrebbe essere un valore condiviso, non un problema.
Il vero “peccato originale”, però, sembra essere un altro: aver dichiarato apertamente di aver votato e sostenuto il Governo Meloni, riconoscendone la capacità di garantire stabilità. Una stabilità che, piaccia o no, è un elemento chiave per chi deve programmare investimenti, assumere persone, immaginare il futuro.
Qui sta il punto centrale. Gli imprenditori non chiedono favori, chiedono certezze. Chiedono un contesto nel quale il rischio sia una scelta, non una roulette. Quando la politica riesce a offrire un orizzonte prevedibile, l’economia reale risponde.
Forse la domanda da porci non è perché un giovane imprenditore investa in Italia, ma perché questo gesto venga ancora guardato con sospetto. Perché senza chi investe, innova e crea lavoro, non c’è crescita possibile. E senza stabilità, non c’è investimento che tenga.

*Presidente Fondazione AIDR (www.aidr.it)

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di Mauro Nicastri* - 2 Febbraio 2026