Il sondaggio di Skuola.net
Decreto Sicurezza, gli studenti stanno col governo: l’84% dice sì alle nuove norme
Oltre ai numeri, ci sono i commenti sui siti della community. I ragazzi esultano per l'approvazione del pacchetto sicurezza: «Era ora», «Giusto», «Godo tanto». Il direttore di Skuola.net, Grassucci: «Sono le prime vittime della violenza minorile, il decreto risponde alla loro richiesta d'aiuto»
L’84% degli studenti italiani saluta con favore il nuovo decreto Sicurezza varato dal governo. A rivelarlo è un instant poll condotto da Skuola.net, che ha l’effetto anche di chiarire la natura ampiamente minoritaria e fortemente ideologica delle manifestazioni studentesche contro quelle misure di cui invece la grandissima parte dei ragazzi riconosce la necessità.
L’84% dei ragazzi italiani a favore del decreto Sicurezza
I numeri sono inequivocabili: l’84% dei partecipanti al sondaggio di Skuola.net si dichiara d’accordo con la stretta, che investe direttamente anche i fenomeni di violenza giovanile, e solo il 16% ritiene le misure eccessive o sbagliate. Tra le misure adottate che hanno un impatto più diretto con la quotidianità dei ragazzi ci sono l’inasprimento delle pene per chi detiene armi o oggetti atti a offendere (anche coltellini o strumenti impropri, spesso protagonisti di fatti di cronaca scolastica), il divieto assoluto di vendere coltelli a minori e la possibilità di comminare sanzioni pecuniarie ai genitori che non vigilano. A queste misure si affiancano altre come l’inasprimento delle pene per la resistenza a pubblico ufficiale, il potenziamento del cosiddetto “Daspo urbano”, anche per i minori sopra i 14 anni, e misure più severe contro le occupazioni abusive e i blocchi stradali.
La portata anche simbolica delle nuove norme
«Un giro di vite che punta a disarmare, metaforicamente e letteralmente – si legge in una nota di Skuola.net – le “baby gang” e i violenti, che spesso terrorizzano i coetanei». Le risposte al sondaggio di Skuola.net dimostrano la consapevolezza dei ragazzi sul fatto che il decreto ha lo scopo di tutelare i tanti che si comportano bene contro i pochi che non lo fanno. La stessa nota della community sottolinea che gli studenti percepiscono la necessità di essere tutelati. I dati dello studio Espad, realizzato dall’Istituto di fisiologia clinica del Cnr, riportano del resto che gli studenti tra i 15 e i 19 anni che l’anno scorso hanno usato coltelli e in certi casi altre armi «per ottenere qualcosa da qualcuno» sono circa 87mila, il 3,5% dei 2,5 milioni di ragazzi e ragazze che frequentano le scuole superiori italiane. Una ridotta minoranza, che però ha creato problemi a molti coetanei e non solo.
I commenti dei ragazzi: «Era ora», «Giusto», «Godo tanto»
Oltre ai numeri, a parlare sono gli stessi studenti. Dai commenti lasciati dai ragazzi sui canali social di Skuola.net emerge chiaramente come la richiesta di sicurezza superi di gran lunga il desiderio di libertà assoluta: tra le reazioni più frequenti spicca un liberatorio «Era ora», ripetuto da moltissimi utenti, segno dell’attesa per l’arrivo interventi concreti contro l’impunità. C’è chi scrive, poi, un lapidario «Tutto giusto», approvando in blocco il pacchetto sicurezza, che nella parte del disegno di legge prevede anche il rafforzamento dei presidi educativi a sostegno delle famiglie con co-progetti che coinvolgono le scuole. E c’è anche chi si lascia andare a manifestazioni di soddisfazione più colorite, come «Godo tanto», interpretando le nuove norme come una rivincita della legalità contro i bulli.
Il direttore di Skuola.net, Grassucci: «I ragazzi sono le prime vittime della violenza minorile»
Non c’è traccia, dunque, almeno nella parte più consistente del campione, di una solidarietà generazionale verso chi commette reati. Al contrario, prevale la voglia di distinguersi: la stragrande maggioranza dei giovani “per bene” non vuole essere confusa con la minoranza rumorosa e violenta che riempie le pagine di cronaca nera. E per farlo, chiede che le regole siano certe e, soprattutto, rispettate. Pochissime le voci critiche che temono che le misure non avranno effetti concreti o paventano il rischio militarizzazione.
Secondo il portale studentesco, comunque, il dato dei favorevoli è talmente netto da rappresentare anche un caso sociologico. «Siamo abituati a pensare ai giovani come a una categoria che soffre l’autorità – sottolinea il direttore di Skuola.net, Daniele Grassucci – ma questi numeri ci raccontano un’altra storia. I ragazzi sono le prime vittime della violenza minorile: sono loro a subire le prepotenze dei coetanei in classe, sui mezzi pubblici o il sabato sera. Appoggiando misure così severe, ci stanno dicendo che non si sentono sicuri e che, pur di avere protezione, sono disposti ad accettare limitazioni e controlli più rigidi. È una richiesta di aiuto che le istituzioni non potevano più ignorare».