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Decapitò il fratello e buttò la testa dalla finestra, per i periti era capace di intendere e volere: “Colpa dell’alcol”

L'atroce omicidio fu causato dallo stato di intossicazione alcolica. Nessun disturbo presente

Cronaca - di Paolo Cortese - 21 Febbraio 2026 alle 20:08

Benito Miarelli, 58 anni, accusato di aver ucciso a Pannarano il fratello Annibale (68enne), recidendogli la testa nel luglio del 2024 è capace di intendere e volere e di stare in giudizio. Lo ha stabilito la nuova perizia psichiatrica disposta dalla Corte d’Assise.

L’omicidio

La notte del 3 luglio 2024 avvenne il terribile omicidio.  Benito Miarelli ha colpito il fratello maggiore con numerose coltellate e lo ha poi decapitato con un’ascia mentre quest’ultimo, con ogni probabilità, stava dormendo nella loro abitazione di via Piano.

Dopo il delitto, l’uomo ha lanciato la testa del fratello dal balcone di casa, che è stata ritrovata dai vicini e dalle forze dell’ordine in strada

La perizia

La Corte di Assise di Benevento aveva disposto questo nuovo accertamento per chiarire definitivamente le condizioni mentali dell’imputato, che durante le udienze ha chiesto perdono per l’accaduto.In precedenza, l’uomo aveva confessato il delitto sostenendo di aver agito perché convinto che il fratello fosse “posseduto dal diavolo”. Secondo  Alfonso Tramontano, perito del Pm,  lo stato mentale dell’uomo (voci e allucinazioni) non era causato da una patologia psichiatrica cronica, bensì da un grave stato di ebbrezza alcolica.

Gli esperti hanno parlato di un episodio psicotico acuto vissuto al momento del delitto, con allucinazioni e “voci”, ma lo hanno attribuito esclusivamente all’abuso di sostanze alcoliche e non a un disturbo psichiatrico permanente.

I periti della corte, Giuseppe Sartori e Pietro Pietrini, massimi esperti di neuroscienze forensi, hanno concluso che Benito Miarelli era pienamente capace al momento dell’omicidio.

Lucido dopo il delitto

La relazione specifica che Benito è “sano di mente” e che non presenta qualità psichiche derivanti da cause patologiche pregresse. Le allucinazioni e le “voci” sono state isolate come fenomeni temporanei causati esclusivamente dall’abuso di sostanze. Subito dopo il delitto,  Miarelli ha chiamato i Carabinieri e si è costituito, un gesto che per gli esperti indica una conservata consapevolezza della realtà e delle conseguenze delle proprie azioni. Ora l’uomo rischia l’ergastolo.

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