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Dazi, Tajani convoca la task force. Ma la sinistra italiana fa il pugile suonato: “E Meloni che fa?”

Sempre i soliti

Dazi, Tajani convoca la task force. Ma la sinistra italiana fa il pugile suonato: “E Meloni che fa?”

Prima ancora che Trump incassasse il colpo, l'opposizione chiedeva conto al governo italiano della sentenza della Corte Suprema Usa. Da Schlein a Conte è la fiera dell'assurdo

Politica - di Luciana Delli Colli - 21 Febbraio 2026 alle 14:10

La sinistra italiana non ha perso l’occasione di dimostrarsi sempre uguale a se stessa anche di fronte alla sentenza della Corte Suprema americana che ha cancellato i dazi di Donald Trump. Già mentre l’inquilino della Casa Bianca stava incassando il colpo e le cancellerie di mezzo mondo iniziavano a interrogarsi sul da farsi, qua da noi ha iniziato subito a risuonare il consueto ritornello “E Meloni che fa?”, declinato nei modi più fantasiosi.

Il salto carpiato di Schlein dai dazi al referendum

Un sintesi dello spettro delle strumentalizzazioni l’ha data Elly Schlein. «La guerra commerciale di Trump è stata messa fuori dalla legalità dalla Corte suprema. La Corte ha così dimostrato che ogni potere incontra un limite… A questo punto ci chiediamo se Meloni vorrà fare un video per attaccare i giudici americani o deciderà di difendere gli interessi nazionali. Lei sui dazi non è riuscita a dire una parola chiara e questa sua subalternità a Trump l’ha portata ad aggirare la Costituzione per il Board of Peace. Ma la subalternità di Meloni a Trump la paga, a caro prezzo, l’Italia», ha detto la segretaria Pd in un’intervista al Corriere della Sera di oggi, dunque parlando ieri. Vale a dire che non solo ha ritenuto di usare i dazi americani in chiave anti-governo, buttandoci dentro qualunque tipo di questione interna italiana – referendum compreso -, ma di chiederne conto a Meloni anche prima che lo stesso Trump avesse sostanzialmente il tempo di accennare una reazione.

Per Conte Roma e Bruxelles doveva sostituirsi alla Corte Suprema Usa

Una pretesa che appare, tanto per cambiare, lunare oltre che strumentale. Giuseppe Conte, comunque, non si è voluto dimostrare da meno:  «Per fortuna, i santi giudici della Corte suprema hanno detto che la politica sui dazi di Trump è illegale, ma ce lo dicono i giudici americani, noi non siamo stati capaci di dirlo». E non è chiaro come, per Conte, Meloni e l’Europa si sarebbero potuti sostituire alla Corte suprema nel giudizio su affari costituzionali americani. Un po’ come se, a parti invertite, Trump si fosse dovuto pronunciare al posto della nostra Consulta su una decisione assunta dal governo.

Se per l’opposizione si rivolve tutto con un “E Meloni che fa?”

Il tutto mentre, tanto in Italia quanto in Europa – che va ricordato ha la competenza esclusiva in materia di politica commerciale verso i Paesi terzi e dunque sui dazi – comunque si era già messa in moto la macchina per cercare di capire come dipanare una questione assai intricata, con buona pace dell’opposizione nostrana per cui tutto si risolve con un “e Meloni che fa?”.

Tajani convoca la Task Force sui dazi

Il tema dei dazi americani, che nella mattina italiana Trump ha ridotto al 10% in via «temporanea» (l’orizzonte dell’ordine esecutivo sono 15o giorni), lunedì sarà sul tavolo della Task Force dazi che Tajani presiederà lunedì a Bruxelles, dove è convocato il Consiglio Affari Esteri. Alla Task Force dazi, ha ricordato la Farnesina, partecipano circa 80 associazioni di categoria e 40 imprese italiane e l’incontro servirà a fare il punto della situazione. «È sempre una buona notizia quando si tolgono i dazi, ma è possibile che non ci saranno grandi cambiamenti», ha detto Tajani in un’intervista a Il Giornale. «L’amministrazione si aspettava questa decisione. Non credo che ci saranno effetti particolari sulle nostre esportazioni», ha aggiunto.

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di Luciana Delli Colli - 21 Febbraio 2026