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Da Borsellino e Falcone ai campioni azzurri. Testimonial falsi, palate di fake e il delirio di Gratteri

Le chicche del fronte del no

Da Borsellino e Falcone ai campioni azzurri. Testimonial falsi, palate di fake e il delirio di Gratteri

Politica - di Gloria Sabatini - 12 Febbraio 2026 alle 16:36

Con l’arruolamento improprio dei campioni azzurri di carling per la campagna del no, la sinistra supera il limite della decenza. Il brutto scivolone è costato una figuraccia mondiale all’arrabbiato e sgangherato fronte del no alla riforma. I primi a sfilarsi dall’utilizzo improprio della loro immagine a fini politici (il video pubblicato su Instagram con la squadra nazionale di curling, Amos Mosaner e Stefania Costantini  atta a promuovere il “no”) sono stati proprio gli atleti italiani finiti a fare i testimonial a loro insaputa. Per non dire dello sgomento del presidente del Coni.

Lo scivolone della sinistra che arruola gli atleti azzurri nel fronte del no

Amos Mosaner, che ha chiesto la rimozione del post, precisa di non essere stato informato dell’utilizzo da parte del Pd di immagini di una sua partita. “Né ho in alcun modo autorizzato l’associazione della mia performance sportiva a messaggi o iniziative di carattere politico”. Come se non bastasse irrompe nel dibattito politico una nuova intemerata del procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, che già si era distinto per sostenuto, da fine giurista, che con la riforma Nordio potranno difendersi solo i ricchi. La nuova perla? Voteranno per il no le persone perbene. Voteranno per il sì gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata, tutti i centri di potere”.

La strumentalizzazione dei giudici Falcone e Borsellino

Ma lo strattonamento delle vittore sportive azzurre e l’arringa contro i delinquenti del sì sono solo le ultime strumentalizzazioni del fronte del no in debito di ossigeno. Pronto a tutto pur di attaccare la riforma della giustizia, vissuta come la madre di tutte le battaglie. Come se, ha ironizzato il ministro Carlo Nordio, dopo il referendum si scatenasse l’Apocalisse. Strumentalizzazioni di vivi e morti e fake news a palate per difendere l’indifendibile. Ricordiamo l’utilizzo dei giudici Falcone e Borsellino come improbabili testimonial del no. Arrivando a inventare presunte interviste per trascinarli nell’arena referendaria attribuendo frasi mai pronunciate sulla separazione delle carriere. Una balla colossale firmata dal Fatto Quotidiano che diffonde il contenuto di una falsa intervista che avrebbe rilasciato Borsellino a Samarcanda il 23 maggio 1991. Una non notizia  ripetuta da Corrado Formigli in una puntata di Piazza Pulita.

Le balle del Fatto Quotidiano ripetute a Piazza Pulita

Anche il giudice Falcone finisce nel tritacarne della fabbrica di fake. Questa volta è ancora Gratteri a ‘sbagliarsi’ leggendo in diretta tv a DiMartedì un’intervista inventata. Anche la Costituzione italiana viene strattonata a dovere dai pasdaran del no in cerca di autorevoli spot. La riforma della giustizia  sarebbe un pericolosissimo attentato alla Magna Carta. Lo gridano a suon di slogan, lo scrivono sui muri delle stazioni ferroviarie, ne fanno l’argomento privilegiato delle campagne che corrono sui social. Separare le carriere e riformare il Csm per mettere la parola fine alle correnti porterebbe a una pericolosa deriva autoritaria e anticostituzionale.

Il post delirante del segretario dell’Anm

Per non dire del post delirante, anche questo rimosso con scuse non accettate da Nordio, del segretario dell’ Anm Rocco Maruotto. Il magistrato firma un messaggio nel quale si associa l’immagine dell’ultima vittima dell’Ice a Minneapolis alla riforma della giustizia. “Anche questo omicidio di Stato – scrive Maruotti – rimarrà impunito in quella democrazia al cui sistema giudiziario si ispira la riforma Meloni-Nordio”. A corto di argomenti e ossessionato dal fantasma del fascismo, il Pd  lancia una campagna per allertare i cittadini. Attenzione attenzione: chi vota sì vota come CasaPound. Lo ha detto Elly Schlein a DiMartedì mettendo in guardia dalle cattive compagnie. Lo ha scritto in un  post il Pd:  “Loro votano Sì”, si legge  mentre scorrono le immagini di di saluti romani. Per non dire del predicatore Saviano che associa ai mafiosi i favorevoli alla riforma. Parola d’ordine: strumentalizzare, manipolare la realtà in un crescendo incontrollato che fotografa nervosismo e disperazione.

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di Gloria Sabatini - 12 Febbraio 2026