Il convegno
Cesare Salvi e Marcello Pera uniti per il Sì al referendum: “E’ una riforma garantista”
I due esponenti politici e due grandi giuristi abbattono le barriere e si schierano per la separazione delle carriere
Politica - di Renato Sandri - 5 Febbraio 2026 alle 15:56
Marcello Pera e Cesare Salvi, due giuristi di eccellenza, uno di centrodestra e l’altro di centrosinistra, abbattono le barriere e le differenze e dicono Si al referendum sulla separazione delle carriere. L’incontro di oggi a Roma ha anche certificato come a sinistra ci siano posizioni di assoluta qualità che escono fuori dalle secche del Partito Democratico.
Cesare Salvi: “Il garantismo non è di destra o di sinistra”
“E’ una riforma garantista e il garantismo non è né di destra né di sinistra: questa riforma è il seguito dell’introduzione della legge sul giusto processo“. Lo ha detto Cesare Salvi, ex parlamentare Ds, ministro nei governi Amato e D’Alema, a margine del convegno promosso al Senato per le ragioni del Sì al referendum costituzionale della giustizia. “La Costituzione – ha proseguito Salvi – nell’articolo 104 dice con chiarezza che la magistratura, sia Pm che giudici, è indipendente da ogni interferenza del potere politico. È importante ripeterlo: chi dice il contrario o non ha letto il testo o dice cose inesatte. Mi auguro che questo convegno contribuisca a spiegare le ragioni del sì”. “La parola decisiva è ai cittadini, loro decideranno se sia giusto proseguire lungo la strada garantista inaugurata dal grande socialista e partigiano Vassalli quando fu approvato il processo penale”, ha concluso il giurista.
Pera: “Diffondere lo spirito del 1999”
Con questo evento “vogliamo diffondere lo spirito del ’99 quando introduciamo il giusto processo nella Costituzione, centrodestra e centrosinistra, con una riforma unanime che infatti non ha avuto bisogno di un referendum”. Lo ha detto l’ex presidente del Senato Marcello Pera (Fdi) a margine dell’evento promosso a Palazzo Madama per il sì al referendum sulla riforma costituzionale della giustizia. “Cosa vuol dire giusto processo? Che il processo si forma nel contraddittorio tra le parti in condizioni di parità davanti a un giudice terzo e imparziale. Sapevamo perfettamente nel ’99 cosa significasse terzo: separato dal Pm, dal giudice e dalla difesa privata. La riforma approvata è la conseguenza di quella riforma unanime del ’99. Diamo una sostanza al termine terzo e facciamo in modo che affinché sia tale non debba dipendere nella sua carriera da voti del Pm. È importante votare Sì perché è una forma di garanzia e libertà per tutti i cittadini italiani”, ha aggiunto Pera.
di Renato Sandri - 5 Febbraio 2026
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