Il mistero sulle nevi
“Cerco di non morire”. Ma non c’è traccia di Luciano Capasso, scomparso sulle vette di Saint Moritz
Intorno alle 9.30 del 20 febbraio era arrivato sul telefono del fratello di Luciano Capasso, scomparso il giorno prima: «Cerco di non morire». Poi più nulla. Il Ministero degli Esteri e il Consolato Generale d’Italia a Zurigo stanno seguendo il caso del napoletano scomparso dal 16 febbraio a St. Moritz durante un’escursione in montagna. Capasso – si legge in una nota della Farnesina – era uscito per una escursione solitaria a 2.700 metri e sarebbe stato sorpreso da una bufera. Le autorità svizzere hanno avviato le ricerche ma nella giornata odierna sono state interrotte a causa delle avverse condizioni meteorologiche.
Il giovane, che da tempo nella località alpina dell’Engadina, lavora come dipendente del lussuoso “Badrutt’s Palace Hotel”. Grande appassionato di alpinismo, aveva deciso di salire sulle montagne circostanti. L’ultima localizzazione ha collocato il venticinquenne a circa 2.500 metri di altitudine, in un’area impervia e particolarmente esposta. Proprio lì si concentrano ora le operazioni di soccorso, rese difficili dalla neve che rallenta gli interventi e costringe i soccorritori a procedere con cautela.
Luciano Capasso scomparso dopo un’escursione in montagna
La Farnesina e il Consolato Generale a Zurigo sono in costante contatto con la famiglia del connazionale. Da ultimo il Console Generale a Zurigo ha avuto ieri un colloquio telefonico con il fratello e con la madre, mentre da oggi sta prestando assistenza all’altro fratello del connazionale che da ieri sera è in Svizzera per seguire gli sviluppi della vicenda. Da Roma l’ ‘Unità tutela italiani all’estero’ della Farnesina terrà i contatti con la famiglia per confermare ogni azione in vista della ripresa delle ricerche in montagna.
Secondo quanto emerge dalla denuncia presentata ai carabinieri di Qualiano (Napoli) la mamma di Luciano Capasso ha saputo cos’era accaduto al figlio solo ieri, nel corso di una telefonata ricevuta intorno a mezzogiorno, quando una persona che si è qualificata come una guardia svizzera le ha detto di prepararsi al peggio: alle forze di polizia locali infatti risultava che il figlio fosse finito in una bufera di neve. Il 25enne, sempre secondo la guardia, era uscito per una escursione solitaria nelle montagne svizzere a 2700 metri quando la bufera l’ avrebbe sorpreso. Le ricerche del giovane sono scattate ma a causa delle avverse condizioni meteo si sono dovute interrompere in quanto la zona interessata dalla tempesta era irraggiungibile sia via terra, sia via elicottero. Le forze dell’ ordine avrebbero ascoltato anche il compagno di stanza di Luciano, nell’ hotel dove entrambi lavorano, il quale ha riferito di non avere notizie del 25enne ormai da tre giorni.