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Casellati: La valutazione sull’impatto generazionale delle leggi è un cambiamento culturale

Question time alla Camera

Casellati: La valutazione sull’impatto generazionale delle leggi è un cambiamento culturale

La responsabile delle Riforme del Governo Meloni risponde all'interrogazione del deputato di Forza Italia, Paolo Emilio Russo sul provvedimento che guarda ai giovani e al futuro dell'Italia

Politica - di Eva De Alessandri - 18 Febbraio 2026 alle 17:37

“Con la valutazione di impatto generazionale (Vig), ogni disegno di legge presentato dal Governo dovrà descrivere gli effetti di carattere sociale e ambientale che produrrà sui cittadini Under 35. Non si tratta soltanto di una innovazione procedurale: si tratta di un vero e proprio cambio di paradigma culturale. Significa inserire una nuova prospettiva nel processo decisionale pubblico: quella del tempo lungo, del futuro, delle generazioni che verranno“.

La Ministra alle Riforme del governo Meloni, Maria Elisabetta Alberti Casellati, risponde così al ‘Question time’ alla Camera dei Deputati. Al centro della domanda posta dal parlamentare di Forza Italia, Paolo Emilio Russo, il grande tema dei giovani e del futuro.

L’interrogazione del deputato Russo

Nell’interrogazione il parlamentare forzista Russo ha sottolineato come “La Valutazione di impatto generazionale che lei ha voluto introdurre nel nostro ordinamento con il decreto semplificazioni rappresenta uno strumento di analisi preventiva degli effetti delle nuove leggi sulle giovani e future generazioni. L’analisi considera gli effetti ambientali, sociali ed economici delle leggi, garantisce il rispetto dell’equità intergenerazionale e la sostenibilità del debito pubblico. Una garanzia certificata con forza di legge” ha ricordato il parlamentare, interrogando sul “quali sono i primi risultati di questa indagine e di spiegarci quali sono gli indicatori utilizzati per stimare l’impatto delle disposizioni su giovani e future generazioni”.

Casellati: l’obiettivo è restituire centralità ai giovani, eredi delle scelte di oggi

La responsabile delle riforme dell’Esecutivo, nel corso della sua risposta articolata, ha ribadito che “lo spirito della Vig è ridurre la distanza tra chi decide oggi e chi erediterà le nostre scelte, restituire centralità ai giovani offrendo loro la possibilità concreta di programmare le loro attività e di sviluppare i loro talenti in Italia, senza essere costretti a cercare riconoscimenti all’estero. È un tassello che si inserisce in un disegno più ampio: quello di una politica che sceglie finalmente di costruire e di affrontare le trasformazioni strutturali – sociali, economiche e tecnologiche – senza subirle. È questa la politica che vogliamo costruire. Una politica che non guardi solo al consenso immediato, ma alla credibilità nel lungo periodo. Che non insegua il presente, ma si metta finalmente al servizio del futuro. Affinché questo strumento possa cogliere e realizzare gli obiettivi, stiamo completando il procedimento di attuazione nei tempi previsti, definendo i criteri qualitativi e quantitativi su cui si dovrà basare il nuovo sistema. Poiché la nostra legislazione è fortemente condizionata da vincoli comunitari, la mia ambizione è di esportare questo principio di buona politica anche a livello della normativa europea”, ha concluso Casellati.

Russo: L’Italia non è e non sarà mai più un Paese per vecchi

Nella replica il deputato Russo ha affermato che “L’Italia non è e non sarà mai più un Paese per vecchi, dove si scrivono leggi e il governo di turno prende decisioni che pesano come macigni sul futuro dei nostri figli. Scelte di politica economica e non solo che condizionano chi verrà dopo o addirittura non è ancora nato. Capiscono bene coloro che qui dentro – o che ci seguono da casa – sono nati dopo gli anni Ottanta, le generazioni cui è stato rubato il futuro. Oggi l’aria è cambiata. Ci sono un governo e una classe politica profondamente rinnovate, diverse da quella grigia, fumosa e autoreferenziale che badava soltanto a un interesse elettorale prossimo. Non parlo soltanto di età anagrafica, ma, soprattutto, di approccio. Introducendo la Valutazione di impatto generazionale costringeremo parlamenti e governi a fare i conti con le conseguenze delle loro scelte sugli under 35”, ha chiuso Paolo Emilio Russo.

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di Eva De Alessandri - 18 Febbraio 2026